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Imu e ritardi delle tredicesime: fine anno in “bolletta” per le famiglie italiane

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Dopo l’Imu, più nulla. Le tasche della maggioranza degli italiani, dopo il pagamento del saldo dell’imposta sulla casa che scade oggi, ricevono la mazzata finale e chiudono il 2012 in profondo rosso.

Addio, quindi, al tradizionale ‘gruzzoletto’ delle famiglie, impiegato oggi per far fronte alle spese ordinarie, e non più come un tempo per quel ‘welfare familiare’ che è stato l’unico a reggere durante la crisi. E il 2013, secondo le associazioni dei consumatori, sarà ancora più difficile, senza le ‘riserve’ di liquidità già bruciate dalle famiglie in questi anni di crisi. “Il 2012 è stato un anno terribile -spiega a Labitalia Pietro Giordano, segretario generale dell’Adiconsum- e finisce ancora peggio: le imprese non hanno liquidità, non pagano tredicesime o le pagano più tardi, alcune addirittura non pagano gli stipendi. E l’Imu -sottolinea- è stata la mazzata finale per i consumatori”.

Consumatori che, come spiega Giordano, già possono contare su un reddito decurtato rispetto agli anni scorsi. “C’è stato un sostanziale abbattimento del reddito -sottolinea il leader dell’Adiconsum- perchè ci sono sì gli ammortizzatori sociali, che però tagliano del 60% l’importo dell’ultima busta paga”. Redditi dimezzati, caro-spesa e tasse in aumento stanno cambiando radicalmente la ‘geografia’ sociale del nostro Paese, con il ceto medio sempre più in affanno.

“In Italia ogni anno ci sono 38 miliardi di crediti inesigibili per le imprese: l’80% di questi crediti -analizza Giordano- consiste in utenze domestiche (luce, acqua, gas, spazzatura), mutui e prestiti personali”. E anche la casa, un tempo ‘sacra’ per la stragrande maggioranza degli italiani, è a rischio per la crisi. “L’80% degli italiani possiede un’abitazione -sottolinea Giordano- ma di questo passo il rischio è che saranno sempre più quelle che andranno all’asta o che saranno vendute per sopravvivere”. Accanto alle difficoltà degli italiani, sottolinea Giordano, “c’è la vergogna dell’evasione fiscale a 40 miliardi di euro”. “E ancora -incalza- quella di una classe politica che annuncia ma non riesce ad attuare nessuna spending review. Le Province ci sono ancora, come anche i cda delle società municipalizzate con i loro stipendi”.

E la mancanza di liquidità mette sempre più interi nuclei familiari a rischio usura. “Dai dati del nostro fondo anti-usura -spiega Giordano- emerge che sono a rischio non più soltanto i pensionati con la minima a 400 euro, ma anche i divorziati, che devono pagare due affitti e più utenze domestiche, e in generale quello che un tempo era il ceto medio, financo gli impiegati ministeriali”.