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Imu, anche in Liguria è scattato il countdown: ultimo giorno per pagare il saldo

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Liguria. Oggi, 17 dicembre, è l’ultimo giorno utile per pagare il saldo dell’imposta municipale unica, da effettuare con modello F24 presso uffici postali e banche, dove quindi sono previsti probabile assembramenti e code anche in Liguria. Al modello F24, però, c’è anche un’alternativa più semplice.

Il bollettino realizzato da Poste Italiane ha infatti prestampata la dicitura “Pagamento Imu” e riporta il numero del conto corrente che è unico in tutta Italia. Il bollettino Imu può essere pagato in contanti e anche con carta Postamat e Bancomat. Il costo del servizio è uguale a quello del bollettino classico. La ricevuta cartacea rilasciata dall’ufficio postale attesta l’avvenuto pagamento ed ha valore di quietanza liberatoria.

Per rendere più semplice il pagamento con il modello a tutti i cittadini Poste Italiane ha anche attivato su www.poste.it una modalità che permette di compilare direttamente dal proprio computer il modulo F24 e poi recarsi allo sportello dell’ufficio postale per perfezionare la procedura e pagare.

I clienti privati possono accedere al servizio da http://www.poste.it/privati/ e le imprese da http://www.poste.it/imprese, non occorre essere registrati al sito. A ciascun modello F24 compilato su web sarà assegnato un codice identificativo univoco per il riconoscimento della pratica. A quel punto il cliente dovrà solo salvare sul proprio computer il modello F24 che ha compilato in formato Pdf, stamparlo e portare tutte le tre copie all’ufficio postale per il pagamento.

Allo scopo di agevolare i cittadini, negli uffici postali più grandi Poste Italiane ha messo a disposizione uno sportello dedicato al pagamento dell’Imposta sugli immobili.

Intanto, la Consulta dei Caf ha già tirato le somme: “Quasi tutti i Comuni hanno spinto l’aliquota verso l’alto e pochissimi hanno invece utilizzato le detrazioni per gestire sul territorio decisioni di sgravi e facilitazioni che invece sarebbero servite”, commenta il presidente della Consulta nazionale dei Centri di Assistenza Fiscale, Valeriano Canepari, e per cui, senza un’indicazione a livello nazionale, il risultato “è una giungla”.