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Genova, gli edili incontrano il sindaco: “Situazione difficile, massimo impegno del Comune”

Genova. Il corteo degli edili è arrivato a Tursi prima del previsto ed è subito stato ricevuto dal sindaco Doria. “Oggi siamo qui per far capire la grave situazione di crisi, un edile su due è irregolare, per non parlare delle molte partite Iva – spiegano i sindacalisti – siamo qui per chiedere risposte al sindaco, dalle opere infrastrutturali all’edilizia abitativa, scolastica e sanitaria”.

Subito la risposta del sindaco. “La giornata di mobilitazione fa vedere a tutti, una volta di più, una realtà che conosciamo, cioè quella di una crisi durissima – dichiara – dobbiamo sapere tutti che non è la parola del sindaco a risolvere i problemi, altrimenti sarei la persona più felice del mondo, ma non è così. Il Comune si trova in una situazione difficile e uno dei problemi che cerchiamo di affrontare è quello di garantire pagamenti regolari alle aziende edili che lavorano per il Comune”.

“Ci sono opere in corso e approvate, dal Terzo Valico alla strada a mare”, prosegue il sindaco. Ma la domanda dei lavoratori è chiara: “Perché non assumono a Genova? Vengono tutti da fuori”.

Secondo gli edili, almeno il 50% dovrebbe essere assunto sul territorio. “Chi prende appalti a Genova e in Liguria deve dare lavoro al territorio”, dichiarano.

“Questo è un tema di cui il Comune può farsi carico fino a un certo punto, ma quello che cerchiamo di fare, avendo risorse sempre minori a disposizione, è pagare le imprese e realizzare le opere di nostra competenza. Nelle gare realizzate da altri, però, noi cercheremo comunque di controllare e fare le operazioni che sono legalmente possibili per fare pressione affinché venga assunto personale del luogo”, prosegue il primo cittadino.

E poi, ecco la domanda sulla Gronda. “Ora il progetto è soggetto a valutazione ambientale e se lo supererà andrà in conferenza dei servizi – prosegue – ci sono comunque tanti altri cantieri che si possono aprire e altri sono già aperti. Dobbiamo vedere di fare tutto il possibile perché assumano forza lavoro del posto”.

Poi un piccolo elenco delle opere fattibili prima della Gronda, ad esempio lo scolmatore del Fereggiano per evitare le alluvioni del futuro, il viadotto di Prà e il nodo di San Benigno. “Sono cantieri che troverebbero il consenso di tutta la popolazione e darebbero lavoro”, dice Doria.

Sindacati e lavoratori hanno chiesto tavoli permanenti di confronto sulle opere che partiranno. “Ecco cosa vogliamo dal Comune – dicono – vediamo di far partire queste opere nel modo giusto”. Pronta la risposta del sindaco. “Non posso che dire di sì a queste sacrosante richieste, ma purtroppo so benissimo che non basta e non sarà comunque una situazione facile”. Poi un applauso dei lavoratori nell’atrio di Tursi ha sancito la chiusura dell’incontro.