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Genova, finge rapimento dopo aver rubato in casa dei suoceri: 30enne in manette

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Genova. Sono le 2,45 circa e alla centrale operativa della Questura arriva la segnalazione che nel pomeriggio è stato sequestrato un uomo, mentre si trovava a casa del suocero, nel quartiere di Cornigliano e che nello stesso frangente è stata asportata una pistola.

Immediatamente, data la gravità della notizia, gli operatori attivano la macchina delle ricerche, localizzando subito il segnale del cellulare del sequestrato che risulta provenire da via Vanson.

Una volante si precipita sul luogo e gli operatori si aggirano tra le auto parcheggiate, anche nelle vie limitrofe. Finalmente, alle ore 3.40 circa, in via Martiri del Turchino, un giovane corrispondente alla descrizione dell’uomo scomparso viene trovato in strada.

Lo stesso fornisce agli agenti una versione dettagliata dei fatti accaduti: due albanesi lo avrebbero avvicinato sotto il portone del suocero e, sotto la minaccia di una pistola, lo avrebbero costretto ad entrare nell’abitazione, consegnare tutto il contenuto della cassaforte, fra cui c’erano gioielli, denaro contente e una pistola, per obbligarlo a salire su un furgone per essere accompagnato da un compraoro e vendere i preziosi.

Infine, sarebbe stato rilasciato in via Ricasoli. Chiaramente il racconto, un po’ troppo rocambolesco, non convince gli operatori che lo invitano a non mentire e a riferire quanto realmente avvenuto. In realtà l’uomo, un italiano di origini sarde di 30 anni, da circa 10 giorni, avendo necessità di contante, si è recato nell’abitazione dei suoceri e, all’insaputa della moglie, in più occasioni ha prelevato dei prezioso per poi rivenderli in vari compraoro della città.

Sospettando che i famigliari fossero sul punto di scoprirlo, ha simulato il rapimento a scopo di rapina, sopravalutando la professionalità e l’esperienza degli operatori di Polizia che, dopo aver appreso i fatti, lo hanno denunciato per furto aggravato, detenzione abusiva di armi e simulazione di reato.