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Genoa, ecco la ricetta per la salvezza: continuità e non cedere Granqvist

Genova. Si riparte dal confortante pareggio contro l’Inter, l’obiettivo chiaro di questa stagione è ormai diventata la salvezza, ci sarà da combattere in un campionato che in realtà di certo ha solo il valore della Juve: dietro la capolista sia in cima sia in fondo è accozzaglia di accelerate e frenate. Il Siena avrebbe sì 4 punti più del Grifone, ma dopo un inizio sfavillante ha abbassato i giri del motore e ora si trova già orfana di Serse Cosmi che qua nel genovese ben si ricorda per la sua grinta e per la sua capacità di tenere tutti concentrati sull’obiettivo, qualsiasi esso sia.

Il Palermo, allenato dall’altro ex Gian Piero Gasperini, forse è la squadra più in crisi di tutti: depauperata nel parco giocatori (l’ultimo acquisto è Aronica, che con tutto rispetto … ) con un bravo allenatore ma capace di insegnare calcio a partire da agosto e non in corsa, un presidente che ora non si butta neanche più con le sue inveterate antisistema. Poco più su è ancora enigma: il Cagliari guidato dal duo Pulga-Lopez ha si cominciato bene, ma è sempre sull’orlo di una crisi di nervi, con un presidente sì molto agitato e che rischia di portare la squadra sul baratro nervoso. La chiave di volta potrebbe essero lo stadio, perché è chiaro che se Is Arena dovesse entrare a regime potrebbe rappresentare un vantaggio per i sardi, le continue partita in campo neutro invece sarebbero deleterie.

Il Genoa è sotto a riassestarsi e ad aspettare i passi palsi anche di Pescara (altro enigma: squadra che ha il pregio di non pareggiare mai, prendere schiaffi anche sonanti, e poi infilare vittorie decisive), la Sampdoria, fino ad arrivare al Bologna (anche se della truppa mostra di essere la squadra più solida). Dai blucerchiati in giù tutte hanno cambiato mister e tutte hanno mostrato molta discontinuità.

Il Genoa ha dalla sua un rendimento sempre livellato. Chi si ricorda la partita con la Juventus? E’ quella con il Napoli? E la Fiorentina? Quei tre punti in più sarebbero stati strameritati e parlerebbero di una classifica diversa. Il momento peggiore è stato a cavallo tra metà novembre e dicembre: la sconfitta nel derby, la vittoria che non ha scacciato la crisi contro l’Atalanta, e poi la peggior partita di Delneri contro il Chievo in casa e la sconfitta subito dopo a Pescara. Per risalire la china ora la concentrazione è sul mercato: Zarate, Silvestre, e chi ne ha più ne metta. L’ipotesi è invece quella che basterebbe ripartire dalla prestazione di Milano e se proprio si deve guardare al mercato che non si ceda Granqvist e si riallacci il rapporto con Marco Borriello.