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Fisia Italimpianti, Piredda (Idv): “A rischio 85 posti di lavoro, ultimo appello per evitare la messa in mobilità”

Liguria. “Si prospetta un Natale col fiato sospeso per i 140 lavoratori della Fisia Italimpianti che, a pochi giorni dalla scadenza della cassa integrazione, non sanno ancora quale sarà il loro destino”. Così Maruska Piredda, capogruppo di Italia dei Valori in Regione e responsabile Lavoro Idv per la Liguria, interviene sulla difficile vertenza che da un anno riguarda la sede genovese dell’azienda leader al mondo, unica in Italia, nella progettazione e realizzazione di impianti di dissalazione delle acque.

“Il 27 dicembre – annuncia Piredda – la Regione incontrerà i vertici aziendali per ridiscutere i termini della cassa integrazione in deroga: sarà l’ultimo appello data la scadenza del prossimo 31 dicembre. In questo clima di grande incertezza che si protrae ormai da mesi e nonostante gli impegni presi dal gruppo Impregilo, proprietario di Fisia, di ricollocare almeno parte dei lavoratori in cassa in progetti sul Terzo Valico, l’azienda pare non abbia intenzione di arretrare sulla decisione di mettere in mobilità 85 lavoratori su 115 oggi in cassa integrazione”.

“Dal canto suo la Regione, in particolare l’assessore Vesco, a cui ribadisco pieno appoggio, ha espresso a più riprese la volontà di mantenere la cassa per il 2013. Tuttavia l’azienda, nei vari incontri con le parti sociali, è sembrata decisa a mantenere inalterato il numero degli esuberi, una prospettiva che ridimensionerebbe in modo preoccupante la sede di Fisia a Genova dove rimarrebbero circa 60 di tecnici e 22 dirigenti”.

“Una decisione, inoltre, che sembra in aperto contrasto con lo stato di salute dell’azienda: secondo fonti sindacali, risulta, infatti, abbia di recente acquisito nuove commesse di impianti, con la prospettiva concreta di ottenerne altre già dal prossimo anno. Vorrei ricordare che questi risultati, oltre a dover essere visti molto positivamente dato lo scenario di profonda crisi economica a livello mondiale, sono stati raggiunti anche grazie all’apporto professionale degli ingegneri e dei tecnici che da anni lavorano in Fisia e che oggi l’azienda vorrebbe mettere alla porta, senza troppi complimenti. Il ricorso agli ammortizzatori sociali, infine, è indispensabile per consentire a 85 lavoratori di rimanere patrimonio dell’azienda ed evitare la mobilità aspettando, eventualmente, tempi migliori per l’acquisizione di altre commesse. Se, dopo l’eventuale proroga della cassa integrazione, dovesse scattare la mobilità, sarebbe una perdita irreparabile per il tessuto occupazionale della città, che verrebbe privata di un’eccellenza di livello mondiale”, conclude Piredda.