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Erzelli, Sel al Comune: “Un’occasione per ripartire, presto un piano scientifico e industriale”

Genova. E’ stato discusso, e assunto all’unanimità, in occasione della riunione dell’Assemblea federale di Sel genovese, il documento prodotto dal lavoro dei Forum integrati Ricerca e lavoro sulla cittadella tecnologica degli Erzelli.

“Il coordinamento federale – afferma Antonello Sotgiu, segretario provinciale Sel Genova – auspica, inoltre, di potere avviare quanto prima un confronto pubblico con l’Amministrazione comunale dove si ufficializzi il piano scientifico e il piano industriale,in modo da garantire la massima trasparenza e chiarezza su tutti i processi in atto”.

Dal documento dei Forum congiunti Ricerca e Lavoro su Erzelli e Polo Tecnologico emerge che l’idea della costituzione di un Polo Tecnologico a Genova, nasce tra gli anni’80 e ‘90 in un contesto cittadino e di congiuntura economica profondamente diverso dall’attuale.

Gli obiettivi e le volontà di allora puntavano a realizzare un deciso salto di qualità, che poteva attuarsi solo a condizione di una concreta collaborazione tra ricerca e produzione.

Le Aziende, secondo il documento, già presenti sul territorio sestrese (Marconi, Elsag) ben si accordavano con le logiche di un investimento a favore di un’evoluzione industriale non più esclusivamente manifatturiera ma rivolta a contesti d’innovazione.

Queste realtà rappresentavano già allora la massima evoluzione industriale (automazione macchine e processi), erano competitive sul mercato internazionale, garantivano buoni livelli occupazionali e il rapporto con la Facoltà di Ingegneria era così stretto da indirizzarne i percorsi formativi assicurando ai neolaureati l’accesso al mercato del lavoro.

La stessa locazione degli Erzelli veniva scelta proprio in contrapposizione all’Ilva di Cornigliano per restituire al Ponente, zona della città già fortemente provata, un’alternativa all’industria pesante.

Oggi, secondo il Forum, occorre aprire una seria riflessione sul Progetto e sulle sue modalità di conduzione riconoscendo che si è trasformato in un’iniziativa nella quale l’interesse dei privati coinvolti ha finito per imporsi all’interesse pubblico, favorendo logiche per le quali la realizzazione di un’operazione speculativa diventa prevalente rispetto agli altri obiettivi.

Se così non fosse non si spiegherebbe la vicenda di Ericsson che a fronte di fondi già stanziati per le attività di Ricerca continua a minacciare 94 esuberi nello stesso settore.

Se così non fosse inoltre dovrebbe già essere stato elaborato un piano scientifico e industriale in grado di definire le Aree di interesse/investimento, gli obiettivi utili all’attrattività della cittadella, i rapporti tra le Realtà industriali e di ricerca attive e produttive sul territorio prevedendo la presenza e l’apporto di Finmeccanica nell’operazione.

Se ci fosse una reale volontà di investire nella Tecnopoli, le aziende che hanno già deciso il trasferimento delle proprie attività lo avrebbero fatto in modo da dare sicurezza sul proprio atteggiamento futuro e sull’impegno che vogliono attuare invece di stipulare contratti d’affitto a scadenza prossima.

“Siamo convinti – fanno sapere Laura Paleari, segreteria provinciale Sel referente Forum Ricerca e Mario Pesce, referente Forum Lavoro – della necessità di una messa in relazione di Università e Industria, ma ciò è realizzabile solo attraverso una seria programmazione e i dovuti finanziamenti. In un momento di forte crisi e tenuta come quello attuale, i pochi fondi e risorse dovrebbero essere indirizzati primariamente per la realizzazione dei progetti e attività”.

“Dobbiamo tuttavia – aggiungono Paleari e Pesce – prendere atto che la concretizzazione delle strutture sugli Erzelli è già ad un punto avanzato e, qualunque sia l’esito del progetto, ha già profondamente cambiato in maniera irreversibile il tessuto urbano e produttivo del municipio interessato, a fronte anche di problematiche logistiche e di trasporto pubblico ancora da affrontare”.

Pertanto, “facciamo nostre le parole del Sindaco Marco Doria convinto che una cittadella tecnologica sia ancora importante per la città, che debba trasformarsi in un’occasione per far ripartire la filiera produttiva in un contesto nel quale le attività economiche tradizionali entrano in crisi” sostengono i portavoce del Forum.

“Diventa però prioritario cercare di comprendere se il modello finora applicato è ancora attuale e percorribile nello scenario che oggi ci è dato o se, invece, attraverso il confronto con altre realtà di questo tipo sia piuttosto utile identificare un modello alternativo e realistico. Per questo – concludono Paleari e Pesce – ci faremo promotori affinché l’Amministrazione comunale, in un’operazione di trasparenza per la Città, avvii quanto prima un confronto pubblico dove si ufficializzi il piano scientifico e il piano industriale”.