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Edilizia, le misure anti-crisi dell’Idv: “Disincentivare l’illegalità premiando le imprese virtuose” foto

Regione. “Alla legalità e alla sicurezza ci si arriva attivando dei provvedimenti che possano incentivare le imprese che operano nel compatrto edile ad aderire ai protocolli di legalità e trasparenza”.

maruska piredda idv

Presenta così il capogruppo regionale dell’Italia dei Valori Maruska Piredda la risoluzione a sostegno del comparto edile per disincentivare il ricorso al massimo ribasso, predisporre misure efficaci per l’accesso al credito alle imprese, regolamentare l’accesso alla professione.

E ancora: individuare sistemi premianti per le imprese virtuose attraverso un marchio di qualità e la pubblicazione di una white list, promuovere tra le imprese l’adesione ai Protocolli e Accordi di legalità già sottoscritti dalle associazioni datoriali.

Sistemi premianti che permettono di distinguere le imprese che operano legalmente da quelle che operano al limite della legalità.

“Noi abbiamo proposto di istituire un premio di qualità che consente a queste imprese che operano nei protocolli di essere iscritte in una White List, resa poi visibile attraverso un portale gestito dalla Regione, per garantire a queste imprese un aumento di punteggio che avrà peso nelle gare di appalto” spiega Piredda.

Si tratta di un meccanismo che, secondo la capogruppo dell’Italia dei Valori, andrà a disincentivare la criminalità organizzata laddove abbia interesse a inserirsi nel tessuto degli appalti e dei subappalti.

“Sono misure per permettere alle imprese sane di poter sopravvivere – spiega Salvatore Teresi, segretario generale Filcs Cisl Liguria – l’adesione al protocollo di legalità è sinonimo di trasparenza ma anche un premio per poter accedere alle gare pubbliche ma pensiamo che queste regole debbano essere inserite anche nei lavori privati in quanto l’80% del settore edile si muove sul lavoro privato dove c’è un mercato selvaggio, dove i lavoratori in nero hanno superato ormai il limite. Nessuna trasparenza che permette alla criminalità di agire in maniera serena”.

Un settore, quello edile, in grande difficoltà, “la discrepanza – dice Piredda – sta nel fatto che a livello nazionale Confartigianato registra un aumento del +0,97% delle imprese nel settotre delle costruzioni ma abbiamo una netta flessione in Liguria per quel che riguardfa gli occupati nel settore”.

Un -12,3% per quel che riguarda gli occupati dipendenti e -10,7% per i lavoratori autonomi, “abbiamo perso circa 26 mila lavoratori dipendenti e 21 mila lavoratori autonomi nel settore edile rispetto a un incremento delle imprese – aggiunge Piredda – Giustifichiamo questo dato col fatto che gli ex lavoratori dipendenti vengono incentivati, anche in maniera poco autonoma, ad aprire delle partite iva, problema su cui interveniamo chiedendo che quanto prima, ormai nella prossima legislatura, venga discussa in parlamento una legge che regolamenti anche l’accesso alla professione. Noi tutti se in possesso di una partita iva potremmo diventare imprenditori e questo destruttura il comparto e lo dequalifica”.

“Auspichiamo che gli impegni contenuti nella risoluzione passino, in tempi brevi, all’esame del consiglio per dare una risposta efficace al settore edile che sta attraversando un periodo davvero critico, specie per quelle dell’artigianato che costituiscono oltre il 75% del settore in Liguria – aggiunge Luca Costi, segretario regionale di Confartigianato Liguria – Riteniamo che la risoluzione contenga i punti focali di intervento di quanto la politica regionale possa fare per il sostegno e il rilancio di un settore trainante dell’economia regionale e nazionale”.

In particolare, “pensiamo sia importante concentrare gli sforzi per garantire un maggiore accesso al credito per le imprese, per snellire la burocrazia, accorciare i tempi di pagamento e stabilire criteri premianti per le imprese virtuose, favorendo chi lavora in qualità e sicurezza – sostiene Costi – Per questo pensiamo che un primo passo importante possa essere costituito dalla predisposizione, di concerto con le associazioni del settore, di un marchio di qualità che certifichi la professionalità delle imprese aderenti sia per formazione professionale, in osservanza delle norme in materia di sicurezza, legalità e responsabilità sociale. Inoltre, per consentire l’accesso anche alle micro imprese artigiane del territorio agli appalti delle grandi opere in fase di avvio in Liguria, riteniamo sia indispensabile lo “spacchettamento” in piccoli lotti dei cantieri. Infine, a garanzia della qualità nell’attività edile, confidiamo ancora che, grazie anche al pressing della politica regionale, si possa sbloccare l’iter normativo della legge di accesso alla professione edile, in fase di stallo, da oltre un anno, al Senato. L’edilizia è uno dei pochi settori dell’artigianato a non avere ancora dei requisiti di accesso”.