Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Edilizia in ginocchio, a Genova circa 100 aziende hanno chiuso i battenti: persi 1500 posti di lavoro

Più informazioni su

Genova. Perse un centinaio di aziende sia storiche che recenti, persi 1500 addetti, che non sono più stati rioccupati nel settore: per un migliaio di questi è stata firmata la mobilità in deroga. Il 2012 è stato la Caporetto per il settore dell’edilizia. I dati sono emersi nell’ambito del convegno organizzato oggi dalla Cisl, dalla Filca Cisl e dal Sicet sul futuro del comparto, proliferazione del lavoro nero ed emergenza abitativa.

“Se un lavoratore perde il posto perde anche la casa: mutui e affitti che non si pagano più e conseguente aumento dell’evasione fiscale, di usura e illegalità diffusa” dice Paola Bavoso, segretario generale della Filca Cisl di Genova.

“Quest’anno per l’edilizia abbiamo toccato il fondo – aggiunge – e il sostegno per quanto riguarda la mobilità in deroga non sappiamo nemmeno se verrà confermato. Tanti lavoratori poi magari hanno aperto partita IVA e ora non potranno sostenere il peso delle tasse”.

A tutto ciò si somma la crisi delle politiche abitative nell’edilizia pubblica: attualmente a Genova ci sono 3500 richieste di alloggi a fronte di 200 attualmente assegnabili. E la richiesta è in impennata. C’è dunque necessità di trovare nei piani urbanistici aree dove insediare edilizia pubblica. In Italia ci sono 500 mila alloggi nuovi fermi, a Genova quasi 40 mila alloggi sfitti.

Nell’ambito del convegno sono anche state lanciate proposte per una nuova edilizia basata sulla sostenibilità ambientale: progetti realizzabili attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie, di materiali naturali riciclabili e riciclati.

“Chiederemo al Comune di rilanciare l’edilizia facendo un passo indietro – dice Bavoso – Tursi non ha risorse e non può sopperire alle richieste delle aziende, ma può abbattere i costi di organizzazione pensando a premi economici per i costruttori che investono in opere in bio edilizia, o che favoriscano risparmi energetici. Chiediamo, per l’edilizia privata, l’abbattimento del costo di occupazione del suolo pubblico: questo sarebbe un incentivo per ridurre i costi all’utenza, al condomino che deve magari fare lavori nell’appartamento. Ma questo abbattimento vogliamo sia inserito da parte delle imprese come voce di capitolato, perché deve essere un risparmio effettivo per le famiglie. Chiediamo delle forme di finanziamento a tasso zero, e per questo servono fondi regionali e una sinergia con il sistema bancario. In ultimo chiediamo degli incontri con i presienti dei municipi per realizzare dei piani di quartiere sostenibili che favoriscano l’occupazione locale”.