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Economia

Edilizia green, la Liguria risparmia grazie ai nuovi utilizzi per le linee vita mobili

Regione. «Il testo approvato recepisce le nostre richieste inserendo alcune modifiche fondamentali che imprimono un’importante svolta all’edilizia green della nostra regione, nell’ottica della semplificazione, senza venir meno al rispetto dei requisiti fondamentali della sicurezza e della qualità nei cantieri».

Questo il commento di Paolo Figoli, presidente regionale di Confartigianato Costruzioni, in merito all’approvazione di questa mattina in consiglio regionale del ddl 120 “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 15 febbraio 2010, n.5 (Norme per la prevenzione delle cadute dall’alto nei cantieri edili)”.

In particolare la nuova legge scioglie il nodo sull’uso delle linee vita (sistemi di ancoraggio anti-caduta) da utilizzare durante lavori di ordinaria manutenzione ai tetti degli edifici e nell’installazione di pannelli fotovoltaici e impianti solari termici sulle coperture, abolendo, in casi determinati, l’obbligatorietà per quelle fisse.

Potranno essere quindi utilizzate le linee vita mobili per esempio per il rifacimento di una grondaia o per l’installazione di un pannello fotovoltaico o di un impianto solare termico sul tetto di un’abitazione. Rimane obbligatorio, invece, l’utilizzo delle linee vita fisse per il rifacimento totale di una copertura o per interventi di nuova costruzione.

«Installare le linee vita fisse costa circa 2 mila euro contro i 300-400 di quelle transitorie, le cui performance di sicurezza sono identiche – commenta Anna Alfano, presidente regionale di Confartigianato Energia – A conti fatti l’obbligo di utilizzo delle linee fisse incide per almeno 1.500 euro sul costo finale dell’installazione degli impianti e questo, soprattutto in tempi di crisi, scoraggia le famiglie a dotare la propria abitazione di un impianto fotovoltaico e, ancor di più, solare-termico. La possibilità di utilizzo di linee vita mobili sgrava le imprese dagli oneri burocratici legati all’installazione e l’utente finale di pesanti costi aggiuntivi, favorendo così una più ampia diffusione della cultura green per soddisfare il fabbisogno energetico di famiglie e aziende».

Il settore della filiera delle Fer-Fonti energetiche rinnovabili (che manca ancora di una codifica settoriale propria) interessa potenzialmente 2.812 imprese del territorio.

Secondo l’elaborazione dell’Ufficio studi di Confartigianato (dati Unioncamere-Infocamere, Movimprese aggiornati al secondo trimestre 2012), la fetta maggiore delle imprese della filiera delle rinnovabili in Liguria è costituita dagli installatori di impianti elettrici (2.698), seguiti dalle attività di produzione di energia elettrica (51), di recupero e preparazione per il riciclaggio dei rifiuti solidi urbani, industriali e biomasse (24), di fabbricazione turbine e turboalternatori (6).

La concentrazione nella nostra regione delle imprese della filiera Fer costituisce il 2,8% del totale delle imprese presenti in Italia. Nell’ultimo anno la crescita del numero delle imprese del settore è stato dello 0,8%, un terzo rispetto alla media nazionale (2,4%) e leggermente inferiore anche a quella del Nord ovest (1,3%).

La concentrazione maggiore delle imprese delle rinnovabili si riscontra, per oltre la metà (53,7%), in cinque regioni: Lombardia (18,3%), Lazio (10,2%), Piemonte (8,6%), Veneto e Campania (entrambe con l’8,3%).