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Da Genova al Parlamento: poche ore per sapere chi saranno i candidati del Pd

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Genova. I partecipanti a questa ennesima kermesse del Partito Democratico (quarta in un anno nel genovese se si contano anche il ballottaggio per la scelta del candidato sindaco) hanno ancora poco tempo per andare ai seggi allestiti dal partito ed esprimere la loro scelta.

La procedura di voto è cominciata alle 8 e si conclude alle 21. Il partito per Genova si sarebbe detto soddisfatto per un afflusso di 15 mila elettori (che qualcuno in realtà ha già definito eletti, facendo ironia ancora sulle regole che impedisce ai non iscritti al partito e ai non partecipanti alle primarie per scegliere il candidato premier di fare la propria scelta).

15 mila votanti, dunque, la soglia. Mario Tullo, deputate uscente e candidato alle primarie, attraverso il suo profilo facebook ha fatto la conta già da stamattina: “Molassana. Staglieno ancora persone ai seggi”, scritto alle 17:40, “San fruttuoso oltre 300 votanti”, alle ore 18. Il candidato nelle prime ore del mattino aveva esultato per i 70 elettori di Voltri. Cifre così, ma era ovvio che le file per la scelta tra Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi non si sarebbero ripetute.

Eppure a metà pomeriggio sono stati oltre 10 mila i votanti che si sono presentati ai seggi (alle ore 17). Alla stessa ora in occasione del voto per il primo turno per le primarie del centrosinistra per scegliere il candidato premier avevano votato 36 mila persone.

L’altro big maschile, Lorenzo Basso, ha chiuso la sua campagna al Circolo Arci di Sampiardarena. Sul suo profilo twitter Roberta Pinotti ha ringraziato il 1400 volontari che stanno rendendo possibile questa consultazione.

Alle urne gli elettori possono dare due preferenze: per una donna e per un uomo. I candidati in lizza sono in totale 13: Lorenzo Basso, Alessandro De Venuto, Luca Pastorino, Mario Tullo e Vito Vattuone, per la componente maschile, Mara Carocci, Laura Cevasco, Marina Costa, Sara Di Paolo, Roberta Magioncalda, Carla Olivari, Daniela Peri, Roberta Pinotti per quella femminile.

Una campagna passata sottotraccia, anche perché il tempo è stato poco e soprattutto perché considerato il numero dei votanti, le preferenze dovevano essere prese circolo per circolo, piuttosto che attraverso un battage mediatico.

Corsa importante, conquistare le primarie significa conquistare già il seggio (considerata la legge elettorale).