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Camogli, dopo le proteste degli studenti: da 12 a 26 ore al giorno di riscaldamento per il Marco Polo

Camogli. Quattro ore di riscaldamento in più ogni giorno al Marco Polo di Camogli, per alzare le temperature, in questi giorni rigidissime (se alla Ruta, non in Groenlandia, nelle prime ore di oggi
il termometro segnava zero gradi) nelle classi e in tutto l’edificio dell’istituto alberghiero.

Alla protesta degli studenti, in sciopero perché, dicono, “le aule sono gelide” la Provincia (dove una
delegazione di ragazzi è stata ricevuta questa mattina) ha risposto inviando i tecnici a verificare l’impianto termico e il test ha trovato “una caldaia che funziona perfettamente”.

Il problema, quindi, non è l’impianto, ma “il numero di ore di funzionamento – spiegano i tecnici provinciali – perché a causa delle temperature esterne molto basse in questi giorni le normali dodici ore di accensione quotidiana previste
dalle normative, non sono evidentemente sufficienti”. Per questo i termosifoni del Marco Polo “resteranno accesi sedici ore al giorno, a partire da oggi e l’impianto funzionerà a un regime ancora più alto – dice il commissario della Provincia, Piero Fossati – per assicurare la temperatura più confortevole possibile a ragazzi e ragazze in classe
per molte ore. Anche con i tagli della spending review nazionale, davvero devastanti e insostenibili per il nostro ente e i suoi servizi al territorio e alla comunità, non lasceremo le scuole al freddo.”