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Calcio, Terza Categoria: al “Pertini” di Multedo il Val Lerone non va oltre l’1-1 con il Pegli 2007

Genova. Pegli ed Arenzano hanno molti punti in comune, infatti – prima dell’ampliamento del porto di Genova – quello che è ora un quartiere residenziale della città, era anche un centro balneare con una bella passeggiata che attirava in serata gli abitanti delle altre zone… cosa che ora avviene per Arenzano. E poi la cadenza dialettale, così simile e diversa dai rioni che li dividono (Prà e Voltri)… uno “slang” affine a quello che si parla invece anche a Carloforte e Calasetta (in Sardegna, colonizzate a partire dal 1738 da “tabarchini” di origine ligure).

E’ al “Sandro Pertini” del Multedo di Pegli che gli arenzanesi del Val Lerone sono scesi in campo con l’intento di ottenere la prima vittoria esterna in campionato, ma i buoni propositi non hanno avuto poi riscontri nei fatti.

I canarini hanno letteralmente regalato agli avversari il primo tempo, nel corso del quale non sono riusciti a dare una identità al loro gioco, ne ad alzare il ritmo, adattandolo invece a quello dei pegliesi, con l’unica scusante – dal 35° – di dover poi giocare la restante parte dell’incontro in dieci, a causa di un’inutile doppia ammonizione subita da Matteo Sacco, che gli è costata l’espulsione.

E così, all’inizio della ripresa i padroni di casa riescono addirittura a portarsi in vantaggio, abili a concretizzare una veloce azione in contropiede.

Il Val Lerone corre ai ripari con l’applicazione di una diversa fisionomia tattica per far fronte alla superiorità numerica degli avversari, passando ad una difesa a tre e mantenendo 4 centrocampisti a supporto dei due attaccanti Del Genio e Petrozzi. Il cambio tattico, unito all’ingresso sul terreno di gioco dell’esperto Paolo Rigato e del vivace Yuri Rachele (sul finire del tempo anche di Francesco Damonte), riesce infatti a dare slancio ad una manovra di gioco più fluida, al cui possesso palla si aggiunge una reazione mentale finalmente sbarazzina.

Dapprima il Val Lerone ha l’occasione di raggiungere gli avversari con un calcio di rigore ottenuto per un fallo su Sanna, ma lo stesso giocatore, spesso cecchino inesorabile dai sedici metri, calcia malamente il penalty.

Partita stregata? Non per i canarini che si buttano all’arrembaggio, chiudendo nella loro area gli avversari (ricordiamolo, in superiorità numerica) e riuscendo infine a pareggiare con Max Del Genio, che sfrutta le sue doti di grande opportunista, realizzando in un’area molto affollata.

A questo punto gli arenzanesi cercano con vigore la vittoria, arrivando solo a sfiorarla con Petrozzi, che da pochi passi non riesce ad incornare un preciso cross di Yuri Rachele.

In pieno recupero un brutto fallo sul portiere canarino Lanteri, costringe lo stesso al rientro anticipato negli spogliatoi ed alla sostituzione con il giovane, ma sempre attento De Falco.

I rivieraschi tornano ad Arenzano solo con il pareggio, ma questo è il calcio… vince chi fa goal, ma soprattutto chi gioca su ritmi alti tutti i 90 minuti e non solo la seconda parte dell’incontro (segno tra l’altro di buona condizione fisica e di insufficiente concentrazione iniziale).

Claudio Nucci