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Biglietto integrato, lunedì nuovo incontro. Consumatori in presidio permanente: “A pagare saranno utenti di zone periferiche”

Genova. La trattativa va avanti “ed è una trattativa a quattro tra Trenitalia, Regione, Comune e Amt” lo ha ricordato ieri l’assessore Anna Maria Dagnino al termine della commissione comunale sul biglietto integrato che si è conclusa fissando un nuovo appuntamento per il 10 gennaio, quando saranno sentiti in aula l’assessore regionale ai trasporti Enrico Vesco e le associazioni degli utenti.

bus

“Il tavolo è ancora aperto, si sta lavorando con il coordinamento della Regione. Ieri abbiamo deciso di proprogare a tutto gennaio, spero entro fine anno di chiudere. Lavoriamo per mantenere l’integrato ma noi in comune lavoriamo anche per un risparmio”.

Lunedi’ alle 12 un nuovo incontro fondamentale tra Trenitalia, Regione, Comune e Amt per tentare di arrivare a una soluzione che, qualunque sia, non potrà non scontentare gli utenti dell’accoppiata treno-bus

I numeri e le ipotesi sono quelle che Genova24 ha anticipato giovedi. La più probabile è quella di un aumento delle tariffe integrate che vedranno il biglietto singolo integrato salire a 2 euro, il mensile a 53 e l’annuale a 450. Accanto si manterrebbe integrato il costo di biglietti e abbonamenti ma che verrebbero solo per il bus.

Poche chances ha anche la proposta fatta ieri da alcuni consiglieri di inserire nel tariffario di Amt la cosiddetta corsa “breve”, biglietto utile per chi fa poche fermate e che potrebbe aiutare ad ingoiare la pillola amare del rincaro dell’integrato.

Associazioni e utenti, poi sostengono che aumentare il biglietto integrato significa perdere una percentuale di utenti, cosa che non aiuterebbe certo Amt a recuperare i 2 milioni per trenitalia: “Quando si fa una manovra tariffaria all’inizio un po di calo c’è, ma il biglietto integrato è da mantenere la scelta però deve rimanere in un quadro di equilibrio economico” spiega Dagnino.

Una delle ipotesi circolate è l’aumento del biglietto integrato a corsa singola da 1,50 a 1,60 euro tenedo fermi gli abbonamenti: “E’ tra le varie soluzoni all’analisi dei quattro soggetti, Amt, Regione, Comune e trenitalia – ribadisce l’assessore Dagnino – cercheremo di sciogliere quella che maggiormente rappresenta una ricaduta equilibrata.

Intanto le associazioni riunite nel coordinamento ligure consumatori e utenti hanno deciso un presidio permanente a difesa dell’integrato grazie a un camper che stazionerà in piazza De Ferrari a partire da lunedì 24, quando i consumatori incontreranno Vesco intorno alle 10.30.

“Secondo Amt il biglietto integrato incide per il 6% sull’utenza trasportata – dice Stefano Salvetti di Adiconsum – che è in realtà la più disagiata perché vive nelle zone periferiche della città e nelle aree collinari: un aumento tariffario non farebbe altro che incentivare un abbandono del mezzo pubblico a favore di quello privato, innescando una spirale di minori introiti, oggi quantificati in 56 milioni annuali. Già l’aumento tariffario del 2011, con il passaggio dal biglietto a 1.20 euro a 1.50, aveva portato a un introito annuale di 8 milioni e mezzo in più. Quelli che non pagano il biglietto sono il 10% dell’utenza: solo per il 25% di questi si riesce ad ottenere il pagamento delle sanzioni”.