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Tpl, pendolari contro Comune di Genova e Regione: “Tariffe care e servizio da terzo mondo, la gestione vada allo Stato”

treno ritardo

Genova. “E’ stata resa nota una notizia che aleggiava da tempo: la fine delle tariffe integrate Amt-Trenitalia a Genova a partire dal 1° gennaio 2013”. La premessa di “Genova-Milano Newsletter”, che dal 2003 analizza la situazione del trasporto pubblico in Liguria, parte da un dato che rischia di pesare non poco sulle tasche dei cittadini che si spostano sui mezzi pubblici.

Le conseguenze, invece, coinvolgono le istituzioni locali: “Il Comune di Genova e la Regione Liguria hanno finalmente dimostrato quello che pensiamo
da anni: non sono in grado di gestire il trasporto pubblico”.

“Già ora – continuano i pendolari – le tariffe genovesi sono fra le più esose d’Italia (1,50 il biglietto, 43,00 abbonamento mensile, 380,00 l’abbonamento annuale) in cambio di un servizio che definire da terzo mondo sarebbe un offesa per i paesi emergenti. Le notizie comunicate dalle istituzioni locali appaiono non solo drammatiche, ma ridicole e irricevibili:le nuove tarifffe 2013 per “salvare” l’integrazione Amt-Trenitalia parlano di un biglietto a 2,50 euro, di un mensile a 50,00 euro e di un annuale a 420,00 euro”.

Sotto accusa un gestione giudicata “disastrosa”: “La nostra idea è che la gestione e le competenze (o incompetenze) di questo scempio sia immediatamente tolta agli enti locali e sia assunta in prima persona dallo Stato attraverso il Ministero dei Trasporti. Nelle prossime settimane su
questo argomento renderemo pubblico il Manifesto per un trasporto pubblico locale e nazionale finanziato ed esercitato con un’unica regia nazionale che spazzi via per sempre le azienducole di trasporto pubblico con dimensioni da fruttivendolo di quartiere, capacità gestionale e finanziaria nulla e consigli di amministrazione lottizzati dai partiti”.

“Ci auguriamo – è la conclusione – che i responsabili da soli riflettano, prendano un treno per Roma, si rechino prima al Ministero dell’Economia, poi
al Ministero dei Trasporti e restituiscano tutte le deleghe (e i soldi) relative al trasporto pubblico”.