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Sicurezza del territorio e grandi opere, Briano: “Più investimenti per la difesa del suolo nazionale”

Regione. “Sono d’accordo sul rinunciare alle grande opere, se sono inutili”. Commenta così l’assessore regionale all’Ambiente Renata Briano, la proposta lanciata da Legamnbiente al Governo affinchè rinunci alla realizzazioni di grandi opere inutili e di convertire quel denaro, circa 10 miliardi di euro, in altrettante opere per la messa in sicurezza del territorio.

“Appoggio l’appello di Legambiente – prosegue Briano – ma credo anche che sia necessario, quando si investe in grandi opere che invece sono utili, investire anche nella difesa del suolo e nella difesa del territorio. Ancora ieri eravamo a Roma dal ministro Clini, chiediamo davvero al Governo un grande investimento, un investimento straordinario per la difesa del suolo e le infrastrustrutture che servono per la messa in sicurezza del territorio, che significa poi in futuro avere un risparmio in termini di danni”.

Negli scorsi giorni l’Italia è stata di nuovo colpita dal maltempo, “stiamo vedendo ancora che cosa è successo – afferma Briano – anche in Liguria, ma questa volta ma soprattutto questa volta in altre regioni, insomma è chiaro che l’Italia abbia veramente bisogno di investire nella tutela del territorio”.

Nell’incontro romano di ieri si è stato illustrato alle Regioni anche un altro piano a cui il ministro Clini sta lavorando, che riguarda nello specifico la difesa del suolo nazionale, “si è parlato anche – spiega Briano – di un emendamento che è passato alla Camera di 250 milioni destinati alle Regioni colpite dalle alluvioni di quest’anno del 2012, ma che per la prima volta sarebbero destinati non al risarcimento danni ma ad opere infrastrutturali per la messa in sicurezza del territorio”.

La Regione Liguria ricadrebbe tra le regioni colpite, per via dei danni nel Levante.

Altro aspetto su cui Clini sta lavorando riguarda la possibilità di derogare al Patto di Stabilità, per permettere ai Comuni e agli enti locali che hanno delle risorse disponibili ma che non le possono spendere perchè vincolate da questo patto, di poterle spendere per le opere di difesa del suolo.

“Per alcuni può essere una vera boccata d’ossigeno – commenta Briano – Ricordo che per l’alluvione del 2010 si era discusso molto su questo perchè c’erano Comuni colpiti che avevano nel proprio bilancio risorse utilizzabili immediatamente ma che il patto bloccava. Ed è un’assurdità”.