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Cronaca

Sanità privata, lavoratori in presidio sotto la Regione Liguria: “Nuovo contratto riporta i salari al 2002, a rischio il servizio”

Genova. “I contratti di lavoro già prima erano quello che erano. Ma oggi siamo contro un rinnovo che, combinando riduzione di salario ed aumento delle ore di lavoro, ci riporta alla retribuzione del 2002”. Luca Santini, dipendente dell’Istituto Chiossone e membro del direttivo regionale Cgil, spiega così la semplice equazione “meno salario-più lavoro” che riguarderà i lavoratori della sanità privata a seguito della firma del nuovo contratto collettivo nazionale.

Proprio per questo è in corso un presidio di protesta sotto le finestre del palazzo della Regione Liguria in piazza De Ferrari e tra qualche minuto una delegazione di manifestanti sarà ricevuta dall’assessore alla Salute Claudio Montaldo.

“Pensate – continua Santini – che il nostro contratto era aggiornato al costo della vita del 2007, quindi era già indietro di cinque anni. Il nuovo ci riporta ancora più in là, peccato, però, che negli ultimi dieci anni l’inflazione sia cresciuta del 25%. Un nuovo lavoratore, assunto a gennaio 2013, si troverebbe così in tasca un salario con metà del potere di acquisto rispetto al 2002”.

“Siamo qui – riprende Luca Granili, responsabile genovese della sanità privata per la Cisl – a chiedere all’Aris di sedersi attorno ad un tavolo e di fare una contrattazione decentrata di secondo livello per cambiare alcuni punti di questo contratto che ci penalizza”.

Ma anche la Regione Liguria può dire la sua: “Chiediamo a Montaldo di sollecitare la Asl perché attui in maniera celere i ricoveri e paghi i 6 milioni che deve alle aziende del settore”.

Sopra tutto questo aleggia lo spettro di un ridimensionamento del servizio: “Noi – concludono i manifestanti – ci occupiamo della disabilità e degli anziani. Un contratto di questo tipo lede la nostra dignità ed i diritti e porta ad una riduzione di personale. Il rischio di una sensibile riduzione del servizio esiste”.