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Sampdoria irriconoscibile, a Palermo arriva la settima sconfitta consecutiva

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Palermo. Sei confitte consecutive sul groppone. Troppe. Bisogna dare una sterzata alla stagione, rimettersi in carreggiata. Mister Ciro Ferra mescola le carte. Con Maxi Lopez e Pozzi ko si cambia modulo: per la prima volta in stagione i blucerchiati scendono in campo con il 4-4-1-1. Non mancano le sorprese. Tra i titolari anti-rosanero compaiono Mustafi (all’esordio sulla fascia destra difensiva doriana) e Poulsen (esterno sinistro a centrocampo). Solo panchina per Icardi.

In caduta libera anche la squadra di mister Gianpiero Gasperini, reduce dalla rovinosa sconfitta di domenica scorsa in casa della Roma. Fuori causa capitan Miccoli, al suo posto gioca Dybala. Ed è proprio il giovane argentino a mettersi in luce nei primi minuti. Ci prova al 2’, la replica del connazionale Romero è all’altezza delle aspettative.

Il Palermo gioca meglio, pressa a tutto campo. I blucerchiati, storditi dalla nuova impostazione tattica, si affidano al solito Eder. È l’unico a tenere in apprensione la retroguardia del Palermo. Il destro che cerca all’8’ è fuori misura.

Quello che si divora Ilicic una manciata di minuti più tardi ha del clamoroso. Brienza irride in tunnel Mustafi e serve lo sloveno appostato sul dischetto del rigore: i blucerchiati sudano freddo ma tirano un sospiro di sollievo quando vedono il pallone avviarsi verso il cielo.

Alla mezz’ora tocca ancora al Palermo ma Dybala spreca calciando a lato da ottima posizione. L’argentino è il più pericoloso dei suoi. Gastaldello e Romero lo arginano senza troppi patemi anche al 35’ e al 38’.
Rossini pasticcia al 40’ facendosi soffiare il pallone da Dybala. Un errore che senza il provvidenziale intervento dei soliti Gastaldello e Romero, accorsi ad arginare Barreto, sarebbe valso il vantaggio rosanero.

Nei minuti finali del primo tempo il Palermo è incontenibile. Numero di Dybala che supera Rossini e spara a botta sicura: la parata del guardiano dei pali blucerchiati è miracolosa.

Comincia la ripresa: fuori Poulsen, dentro Estigarribia. Il Palermo è assatanato e con Ilicic ci prova per ben due volte nel giro di pochi secondi. La pressione e l’intensità dei padroni di casa viene premiata al 6’. Brienza ubriaca di finte Mustafi e Munari, serve per l’accorrente Dybala che questa volta non perdona. Il Palermo è in vantaggio.

Di reazioni blucerchiate nemmeno l’ombra, è ancora il Palermo a cercare il gol con Ilicic. Fuori misura la botta di Kurtic. Ferrara corre ai ripari e manda in campo Icardi al posto di Soriano. La punizione di Maresca è un lampo blucerchiato in un cielo rosanero. Bloccato da Ujkani anche il calcio da fermo di Eder.

Al 25’ Dybala chiude i conti. Rossini non riesce a metterlo in fuorigioco e l’argentino, in diagonale, trafigge Romero per la seconda volta. La Sampdoria è in bambola, Ferrara non riesca a scuoterla. Icardi cerca di rianimarla ma Ujkani gli si oppone senza difficoltà.

Juna Antonio per Rossini è il cambio della disperazione. Non serve a nulla, è Dybala a sfiorare il tris (pazzesco Romero). E questa volta sarà difficile aggrapparsi agli episodi. La Sampdoria ha giocato male, malissimo. Mai pericolosa, in perenne difficoltà. E domenica prossima c’è il derby. I tifosi non ne possono più. Ciro Ferrara adesso rischia davvero grosso, a Corte Lambruschini saranno giorni di pensieri e riflessioni.