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Cronaca

Rapinava le vittime e poi chiedeva scusa, in manette il rapinatore gentiluomo di Sampierdarena

Genova. Da settimane era sotto l’occhio di polizia e carabinieri, il rapinatore gentiluomo, l’uomo che dopo ogni colpo andato a buon fine, era solito chiedere scusa alle sue vittime, è finito in manette.

“Lo avete soprannominato così – afferma il capo della squadra mobile di Genova Fausto Lamparelli rivolgendosi ai giornalisti – in realtà è una persona che ha alternato dei momenti di gentilezza a dei momenti di violenza, aggrediva le vittime in ore notturne, sempre armato di coltello, chiedeva scusa quando andava via nel caso in cui la rapina fosse andata a buon fine. Nei casi di tentata rapina cercava anche la collutazione con la vittima”.

Il rapinatore, Simone Calzolari, trentaduenne genovese, con precedenti di polizia per reati legati all’uso di stupefacenti, tra il 9 e il 24 di ottobre, con lo stesso modus operandi aggrediva le vittime nel tentativo di rapinarle. Quasi tutti i colpi tra Lungomare Canepa e via Sampierdarena.

Sempre armato di coltello, seguiva le sue vittime in luoghi isolati come gli androni dei palazzi, oppure saliva a bordo delle auto e sempre armato di coltello minacciava il guidatore. Un modo di agire ormai collaudato ma che non sempre andava a buon fine: diversi infatti i tentativi di rapina andati a male, perchè sorpreso dalla reazione della vittima, o perchè riconosciuto dalla stessa.

“Una persona socialmente pericolosa – sostiene Lamparelli – perchè di questi fatti sospettiamo ne abbia commessi molti di più e questo delle rapine in strada è un fatto che desta particolare allarme sociale. Con l’arma dei Carabinieri abbiamo svolto un lavoro veramente difficile e impegnativo dove il coordinamento e lo scambio di informazioni sono stati premiati”.

Purtroppo a Genova non sono pochi i rapinatori che ancora operano, “noi continueremo a impostare il lavoro in maniera tradizionali aiutati dal coordinamento della magistratura” rassicura Lamparelli.

Dall’esame della fenomenologia criminale degli ultimi tempi gli anziani sono un obiettivo che ricorre spesso, perchè o destano poca resistenza oppure perchè per loro è più difficoltoso ricordare gli aspetti fisiosomatici degli aggressori. “Fare attenzione ai luoghi che normalmente frequentano, verificare di non essere seguiti, rifiugiarsi in un negozio, non fidarsi di nessuno, soprattutto quelli che vengono a casa per verificare le utenze. Gli enti non mandano nessuno presso le abitazioni a fare queste attività di controllo” raccomandano polizia e carabinieri.

“Un grosso impulso all’indagine è stato dato da una perquisizione effettuata a casa del soggetto – spiega il capitano dei carabirieri di Sampierdarena, Alessandro Corda – lui era già sottoposto a ordinanza custodia cauitelare per un altro motivo e aveva obbligo di firma. Siccome non era molto puntuale nelle firme in stazione era stato segnalato all’autorità giudiziaria ed era stata emessa misura cautelare che lo aveva portato a Marassi. Con l’occasione era stata effettuata questa perquisizione ed erano stati rinvenuti abiti simili a quelli utilizzati dal rapinatore che stavamo cercando, insieme a casco e coltelli. La sinergia con la polizia è stat determinante per arrivare alla veloce soluzione del caso, oltre alla pronta denuncia delle vittime che hanno fornito molti particolari fondamentali per l’identikit”.