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Primarie centrosinistra, Farinetti a Genova: “Renzi la persona giusta per il cambiamento”

Genova. Tappa genovese per Oscar Farinetti, patron di Eataly e sponsor, con il consueto fair play, di Matteo Renzi alle primarie del centrosinistra. “Renzi, Vendola, Bersani, li conosco, sono belle persone, mi piacciono tutti e tre, e se per caso Matteo non vincesse non mi suicido, tuttavia trovo che lui sia il più pronto a realizzare il cambiamento”. Ovvero lo slogan renziano “meno politici e più politica”. “In questo lui sarà più bravo – conferma Farinetti – lo farà prima e lo farà meglio”.

oscar farinetti

Ed è proprio il linguaggio “molto semplice, in grado di raggiungere tutti, anche più a destra” un altro dei fattori che hanno convinto Farinetti a supportare il sindaco di Firenze, suggellando un’amicizia che dura da oltre 4 anni. “Non si spaventi chi è a sinistra, io sono nettamente più a sinistra di Matteo, anzi gli dico sempre che è troppo democristiano per i miei gusti, ma se vogliamo crescere e governare questo paese dobbiamo recuperare i voti agli altri e da loro prendere quelli della gente per bene”.

I numeri: Berlusconi ha toccato il 37%, 10% Bossi, quasi la metà degli italiani. “Non sono tutti banditi, c’è anche bella gente che sperava in Berlusconi, poi è rimasta delusa e ha capito, si sente progressista ed è pronta a venire con noi”. D’altra parte, sottolinea il patron di Eataly “anche noi siamo cambiati, il muro di Berlino è caduto. Insieme possiamo fare un cammino verso il progresso, e Matteo è la persona giusta per guidarci”.

Nel centrosinistra, per altro, sono giorni di passioni, tra le primarie ormai imminenti e il nuovo strappo nell’Italia dei Valori, molto sentito in Liguria. “In questi momenti di crisi nascono i personalismi e le corporazioni, c’è molto egoismo. Ma con Renzi abbiamo proclamato la supremazia culturale dell’altruismo, nel caso vincessimo spero faccia come Mandela che nominò il suo aversario vicepremier. Secondo me Bersani lo meriterebbe alla grande”. Quanto all’Idv “Non conosco i vertici locali ma capisco qualcosa di Di Pietro e del partito e il suo stile non mi è mai piaciuto”.

Crisi che però non tocca il web, un settore in crescita nonostante il mancaro contributo che va invece a carta stampata e televisioni. “Sapendo che all’Unità vanno 5 milioni di euro per 22 giornalisti e 18 mila copie, vendono meno della Gazzetta d’Alba – dichiara l’imprenditore – non avrei dubbi a votare chi vuole abolire i finanziamenti”.

Intanto Eataly a Genova va a gonfie vele, in crescita del 15% rispetto allo scorso anno. “In un momento così è un segnale enorme, i genovesi ci vogliono bene e noi a loro. Mia madre teme la mia esposizione, ma io non mi preoccupo, pur dichiarando le nostre idee ci comportiamo bene con tutti”. Anzi “adoro chi cambia idea e non mi piace chi non lo fa mai, sono sicuro che nessuno penserà di non frequentare Eataly solo per posizioni diverse”.