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Cronaca

Polfer di Genova alle dipendenze di Trenitalia, la denuncia del Coisp: “Tutela dei cittadini o vigilanza privata?”

Matteo Bianchi - Coisp

Genova. La polizia ferroviaria della Liguria semiprivatizzata e alle dipendenze di Trenitalia? La denuncia arriva dal sindacato di polizia Coisp.

“In forza alla formale ‘Convenzione’ tra Ferrovie e Ministero dell’Interno sottoscritta il 17 luglio scorso – spiega Matteo Bianchi, segretario provinciale del Coisp – e ribadita sia dalle note del Dipartimento di Pubblica Sicurezza quindi del Dirigente del Compartimento Polfer Liguria, gli operatori della specialità sono costretti ad eseguire ossequiosamente le direttive di “Trenitalia” relative alla scorta tecnica viaggiatori. Più precisamente, ad oggi, le Ferrovie individuano arbitrariamente, e secondo propri criteri privatistici, i convogli che gli operatori di Polizia devono “vigilare”, scortandoli formalmente in uniforme, relazionando la propria attività e garantendo primariamente la visibile e costante presenza a bordo treno, pena la una forma di penalizzazione nei confronti del personale”.

In questo modo, prosegue Bianchi, “gli operatori della specialità – al fine di assicurare uno scellerato patto di natura semi pubblicistico – sono distolti dalla propria peculiare attività di prevenzione e repressione dei reati in ambito ferroviario, solamente per onorare questa “Convenzione”; diverse volte infatti, gli agenti sono costretti nell’astenersi dalle proprie attività di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza, spazianti dalle fattispecie investigative al primo intervento, per scortare – obbligatoriamente – tutti quei convogli considerati “critici” unicamente dalle Ferrovie, e che certamente sono considerati tali esclusivamente in forza a valutazioni commerciali e di utilità meramente privatistiche”.

“Tali valutazioni – dice il sindacato – invece, dovrebbero essere esclusivamente “di polizia”, in quanto è la sola Istituzione che, in base alla proprie informative e dirette cognizioni, è l’unica ad assolvere ed individuare oggettivamente le criticità da contrastare, prevenendo e reprimendo ex lege”.

“Con questa prassi rischiamo di far percepire alla cittadinanza , ma anche agli uomini e le donne della Polizia Ferroviaria , che le Forze dell’Ordine non siano più alle dirette dipendenze dello Stato , ma come se si materializzasse una nuova realtà di vigilanza privata alle dipendenze di qualche Amministratore locale delle ferrovie , che crediamo essere molto poco tecnico in tema di prevenzione e repressione dei reati”.