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Omicidio Culmv, perizia psichiatrica per Matteo Biggi

Genova. Una perizia per valutare se Matteo Biggi fosse in grado di intendere e di volere quando, il pomeriggio del 12 novembre, colpì a morte con una coltellata fatale al polmone destro l’omonimo collega nella palestra della Culmv, frequentata dai portuali genovesi.

Il gip Silvia Carpanini ha affidato l’incarico al prof. Gianluigi Rocco . L’incarico e’ stato dato durante l’incidente probatorio richiesto dai difensori di Biggi, gli avvocati Silvio e Rinaldo Romanelli. I due legali hanno nominato come consulente lo psichiatra forense Gabriele Rocca mentre le parti civili, assistite dall’avvocato Giuseppe Sciacchitano, hanno nominato Francesca Canale per la mamma e il fratello della vittima e Pietro Ciliberti per il padre. E’ stato anche nominato Daniela Malfatti come esperta per quanto riguarda la somministrazione dei test.

I periti dovranno valutare se Matteo Biggi fosse in grado di intendere e di volere al momento del fatto e se lo stesso sia abitualmente in condizioni tali da renderlo socialmente pericoloso. La perizia dovrebbe essere depositata tra 90 giorni.

Matteo Biggi è detenuto nel reparto controllato dell’infermeria del carcere di Marassi. L’inchiesta e’ coordinata dal sostituto procuratore Luca Scorza Azzarà. Dopo l’arresto, il giovane portuale era stato sottoposto a esami neurologi e gli accertamenti medici necessari per verificare se avesse problemi encefalici a seguito di un forte colpo alla testa ricevuto nell’ultimo allenamento di savate, una settimana prima della furia omicida.

Secondo i genitori tra il 10 e l’11 novembre scorsi il giovane avrebbe alternato momenti normali ad altri deliranti in cui si sarebbe lamentato che sia lui sia i familiari erano in pericolo di vita e che il mondo stava per finire.