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Omicidio Culmv, Matteo Biggi non risponde al gip. I legali: “Chiederemo perizia psichiatrica”

Genova. Matteo Biggi resta in carcere. Lo ha deciso il gip Silvia Carpanini che questa mattina si è recata a Marassi per ascoltare il giovane portuale accusato di aver colpito a morte, con una coltellata al petto, il collega coetaneo e omonimo. L’episodio è accaduto lunedì scorso nella palestra della Culmv in porto a Genova. Il giudice ha convalidato la custodia in carcere.

Biggi appare ancora sotto shock e stamani nell’interrogatorio di garanzia ha detto poche e confuse parole. “Non si sentiva – ha spiegato il suo legale difensore, Silvio Romanelli – e quindi si è avvalso della facoltà di non rispondere”.

Lo stato di confusione mentale in cui era piombato il giovane nei giorni prima dell’efferrato gesto, sembra essersi acuito nei momenti successivi. Biggi dice di non ricordare nulla di quanto successo, né tantomeno spiega il perché quel giorno avesse con sé un coltello da caccia nella tasca. Da indiscrezioni a mezzo stampa sembra che Biggi ieri abbia effettuato una tac e che questa abbia dato esito negativo, smontando apparentemene la teoria difensiva per cui il giovane poteva aver riportato lesioni celebrali a seguito di un forte colpo alla testa nell’ultimo allenamento di savate, una settimana prima della furia omicida. Ma su questo punto i difensori non confermano né smentiscono.

“Lo abbiamo già detto verbalmente al pubblico ministero – ha detto l’avvocato difensore – riteniamo opportuna una perizia psichiatrica. Se non la disporrà la presenteremo formalmente come istanza”.

Per il momento, nonostante la condizione mentale del giovane, non è stato disposto il trasferimento in clinica alòl’ospedale San Martino. “Abbiamo rappresentato la situazione raccomandando di tenere Matteo sotto controllo, vedremo cosa deciderà ora il giudice”.

Per ora dunque Matteo Biggi rimane nel carcere di Marassi guardato a vista. La prossima settimana sarà invece probabile l’interrogatorio con il pubblico ministero.