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Omicidio alla Culmv, forse la depressione e quel colpo preso a savate all’origine del gesto estremo. Il legale: “Chiederemo perizia”

Genova. Matteo Biggi si trova in carcere, completamente scioccato. “Non capisce neanche bene cosa è successo” riferisce uno dei suoi legali, Silvio Romanelli.

Ieri a quest’ora la tragedia si era appena consumata, nel cuore del porto di Genova, alla Culmv. Matteo Biggi, accompagnato dal padre si era recato nella palestra dei camalli: lì aveva incontrato la sua follia impersonificata dal suo omonimo, l’altro Matteo Biggi, che in quel momento stava facendo pesi, in un pomeriggio come tanti.

Poi il gesto estremo, quel coltello sferrato all’improvviso dal giovane portuale nel petto dell’altro portuale, stessa età, stesso lavoro, stesso nome, ma due vite completamente diverse. Il padre e una decina di altre persone testimoni impotenti della scena.

Arrestato poco dopo, Matteo Biggi ora è ora rinchiuso nel carcere di Marassi accusato di omicidio. L’interrogatorio con il Pm, Luca Scorza Azzarà, si terrà probabilmente giovedì mattina. Forse un raptus di gelosia, all’origine del gesto estremo: Matteo Biggi non avrebbe sopportato che il suo omonimo stesse flirtando con sua sorella Virginia. Forse c’è anche dell’altro. A questo si aggiunge lo stato di depressione in cui era caduto il giovane, anche a causa di una relazione terminata da poco.

Ma c’è anche un’altra ipotesi. I legali di Biggi – Silvio Romanelli e il figlio Rinaldo – hanno chiesto una perizia urgente sul suo stato psichico e neurologico. Nel mirino dei difensori c’è un episodio ben preciso. Biggi pochi giorni prima, durante l’allenamento di savate, aveva ricevuto un forte colpo alla testa. “Si era messo in malattia dopo aveva accusato vari malesseri – spiega Romanelli – e si era recato dal medico di famiglia che gli aveva prescritto diversi esami. Quelli del sangue li aveva fatti, oggi avrebbe dovuto sostenere l’elettroencefalogramma”.

Anche la madre del giovane trentenne di Oregina, secondo quanto appreso, avrebbe riferito di aver visto il figlio strano, confuso, preda di un malessere. Saranno i medici ora a giudicare e chiarire se il colpo possa aver causato la follia omicida.

Katia Bonchi Tamara Turatti