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Medici di famiglia in vacanza, una risposta dai centri salute: “Il modello savonese faccia da traino”

francesco bogliolo

Regione. La rete dei centri salute sul territorio può rispondere alle esigenze dei pazienti anche durante il ponte d’inizio novembre. E’ quanto accade nel Savonese, dove sono presenti sette medicine di gruppo ora riunite in consorzio. Se si vuole evitare l’effetto imbuto al pronto soccorso, nei giorni in cui i professionisti con studio vanno tipicamente in vacanza, la funzione di “filtro” dei centri salute diventa essenziale.

Lo sottolinea il dottor Francesco Bogliolo, precursore con Alassio Salute e oggi alla guida del consorzio che mette a sistema i centri della provincia savonese: “La presenza dei centri salute ad Alassio, Albenga, Loano, Pietra Ligure, Finale Ligure, Savona e Cairo permette di avere una buona copertura di tutte le zone del territorio savonese. Attorno alle nostre strutture gravitano circa 100 mila cittadini. Chiaramente nei giorni di ponte vacanziero è un vantaggio avere sul territorio un centro aggregato, che è in grado di fornire servizi in più rispetto al singolo professionista che mette in campo il proprio sostituto, ma solo per una certa fascia oraria”.

“Ad Alassio da dieci anni siamo aperti sette giorni su sette, dodici ore al giorno, compreso il giorno di Natale – ricorda Bogliolo – Ci siamo mossi da tempo intuendo che questa è la via per fornire servizi sanitari territoriali che si integrino con i presidi ospedalieri. Ora, come del resto è nell’idea dell’amministrazione regionale, il modello savonese deve fare da esempio e traino per tutta la Liguria”.

La delibera regionale dello scorso marzo individuava il “paradigma” dei centri salute come lo strumento per ottimizzare, cambiare e riorganizzare le cure primarie sul territorio. Di concerto con l’Asl, la rete del consorzio “Liguria Salute” con circa 70 medici offre continuità assistenziale dodici ore al giorno per tutti i giorni dell’anno. L’efficacia si sente soprattutto nei giorni di ponte e di ferie, quando molti singoli medici di famiglia optano per le vacanze, affidando l’ambulatorio ad un sostituto, ma solo per alcune ore. Ora il modello attende di essere esportato nel Genovese, dove comunque la resistenza di alcuni professionisti ad aggregarsi rimane alta.