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Liguria, fragilità familiari: 500 minori nelle strutture assistenziali, la metà per problemi economici, psicofisici o incapacità educativa

abuso minori

Regione. Sono oltre 500 i bambini e i ragazzi ospitati in strutture socio-assistenziali in Liguria. Nella metà dei casi per problemi economici, psicofisici o di incapacità educativa dei genitori. E sono oltre 800 quelli in affido presso parenti o altre famiglie.

Come si possono aiutare i genitori più fragili a non rinunciare alle proprie responsabilità educative? E’ possibile proteggere i bambini e salvaguardare i loro legami familiari? A partire da queste domande operatori del settore, magistrati, ricercatori e studiosi si confronteranno sulle pratiche e le sperimentazioni più recenti nel campo della tutela minorile. L’appuntamento è mercoledì 7 novembre, a Genova, a partire dalle ore 8,30 presso la Sala Piramide dell’Agenzia delle Entrate, con il convegno organizzato da Federsanità Anci Liguria, in collaborazione con Regione Liguria e Forum del Terzo Settore, dal titolo “Diritto di crescere in famiglia. Prevenire gli allontanamenti lavorando sulle relazioni”.

Spiega il presidente uscente di Federsanità Anci Liguria, Paolo Cavagnaro: “Il convegno di Federsanità, che precede l’Assemblea congressuale Regionale che si terrà nel pomeriggio, vuole essere un momento di riflessione e di confronto su un tema molto delicato che è quello della tutela dei minori e delle famiglie. Le famiglie sono oggi uno dei soggetti più colpiti dalla crisi economica e sociale che investe il nostro Paese e, molto spesso, la fragilità delle famiglie ricade sui bambini. E’ necessario oggi più che mai trovare modalità di sostegno nuove partendo dal presupposto che l’allontanamento dei più piccoli dalla loro famiglia può essere evitato se siamo in grado di aiutarla a superare le difficoltà”.

Un’analisi delle dimensioni e delle caratteristiche delle fragilità familiari e del ruolo dei soggetti impegnati nelle attività di tutela e assistenza saranno il punto di partenza di un dibattito che coinvolgerà, oltre a Paolo Cavagnaro, Elisabetta Carrà (professore di Sociologia dei Servizi alla Persona presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Lorena Rambaudi (assessore alle Politiche Sociali della Regione Liguria), Sergio Rivolo (pedagogista e rappresentante Forum Terzo Settore Liguria), Giuliana Tondina (giudice del Tribunale per i minorenni di Genova), Francesca Maci (ricercatore in Scienze organizzative e Direzionali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano) ed Emanuela Fracassi (psicologa sociale).

Quanti sono i bambini e gli adolescenti allontanati dalla famiglia? Uno studio realizzato nel 2008 dal Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza contava 16.800 bambini e ragazzi in affidamento familiare – a singoli, parenti e famiglie o presso strutture residenziale per almeno cinque notti alla settimana – e mostrava un incremento nella partica dell’affidamento del 64% dal 1993 al 2007. A questi 16.800 bambini vanno aggiunti gli oltre 22.000 accolti in presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari, come segnalano gli ultimi dati Istat pubblicati nel febbraio di quest’anno e risalenti al 31 dicembre 2009.

In Liguria a fine 2007 erano 854 i bambini e gli adolescenti in affidamento familiare, un numero molto alto in termini relativi se si considera che, a fronte di un valore medio nazionale di 3,2 bambini e ragazzi di 0-17 anni fuori famiglia ogni 1.000 residenti della stessa età, la Liguria ne contava 5,8.

Anche l’indagine Istat fotografa una situazione difficile: 526 i minori ospiti in strutture residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari, un numero elevato se si pensa che una regione come il Piemonte, che ha una popolazione quasi tre volte superiore a quella della Liguria, ne contava nello stesso periodo 1.100. Di questi 327 non presentavano nessuna particolare problematica, quale disabilità o dipendenze, mentre 289 erano stati accolti per specifici problemi familiari: economici, abitativi, incapacità educativa o negligenza della famiglia o problemi psico-fisici dei genitori. Dei 380 minori dimessi nell’arco di tempo preso in considerazione dall’indagine Istat, solo 114 sono rientrati in famiglia.

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