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Economia

Liguria, boom della cassa integrazione: +28%. Vesco: “Situazione preoccupante, nel 2013 disponibili solo 20 milioni”

Vesco

Liguria. I numeri sono impietosi e parlano di una Liguria che, sotto i colpi della crisi, fatica ogni giorno di più ad andare avanti. Il confronto tra settembre-ottobre 2011 e lo stesso periodo di quest’anno parla di un aumento del 28,1% delle ore di cassa integrazione guadagni: erano 1.994.379 l’anno scorso, sono diventate 2.554.002. Identico discorso per quanto riguarda i lavoratori messi in mobilità. Dal 2005 al 2012 si è passati, tra cig e mobilità, da 7 lavoratori autorizzati in Liguria a 29.475 lavoratori.

Proprio nella consapevolezza della difficoltà del momento, in Liguria sono in arrivo nuove misure e, in attesa del nuovo regime di ammortizzatori sociali che sarà applicato dal Governo dal 2013 è infatti prevista una fase transitoria di sei mesi che si concluderà a giugno 2013.

“La Regione – ha detto oggi l’assessore allo Sviluppo economico Enrico Vesco – comprendendo che la crisi è ancora forte ed ha ricadute pesanti sull’occupazione, vuole dare delle certezze a tutti i lavoratori. Avevamo un accordo che ci obbligava a concedere la cassa sino al 31 dicembre 2012 ed ormai pare certo che questo ammortizzatore sarà fruibile fino al 2016. La regione è in grado di concedere sei mesi di cassa integrazione a tutti coloro che la devono rinnovare e a quelli che ne avranno necessità”.

Il nodo riguarda però le risorse in arrivo per gli ammortizzatori sociali: sono troppo poche e non basteranno a coprire tutte le richieste. “Ci prendiamo questa responsibilità – ha continuato – anche se dobbiamo evidenziare come le risorse messe a disposizione a livello nazionale nel 2013 siano assolutamente insufficienti. Si tratta di 1 miliardo di cui 200 milioni rimarranno al ministero e sui rimanenti 800 milioni prevediamo di averne 20: meno di un terzo di quello che abbiamo speso quest’anno. C’è grande preoccupazione e rivolgiamo un appello forte al Governo perchè questo tema degli ammortizzatori sociali non venga sottovalutato e si trovino i fondi necessari per tutti”.