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Cronaca

La Valpolcevera sfila, ma il Terzo Valico non si ferma

Bolzaneto. I razzi. I lacrimogeni. Gli scontri. Queste le immagini che solitamente si ricordano rispetto alle battaglie per la No Tav. In questo pomeriggio assolato e freddo, si spiegano così i cordoni di polizia a fiancheggiare il fiume del migliaio di persone che sfila per la Valpolcevera.

Attorno c’è musica, colori, bambini che come un gioco attaccano volantini ai portoni, e poi anziani. Famiglie. Striscioni calati dalla finestra. Gente unita in una sola convinzione: “Questa opera non si deve fare, è inutile e dannosa”.

Eppure questo Terzo Valico sembra più che avviato alla sua realizzazione. Già aperto un cantiere a Trasta, già raggiunti molti accordi sugli espropri. E’ proprio questo, ora, la questione dirimente. Da una parte segno indelebile che i lavori stanno procendendo (soprattutto, a quel che sembra, valutando i cospicui espropri che gli enti locali stanno mettendo sul piatto), dall’altra la possibilità di ingaggiare una battaglia giuridica che possa rallentare i lavori.

“Abbiamo partecipato ad alcuni incontri con gruppi di espropriati dice l’avvocato Tartarini –  in questo caso di terreni e non di abitazioni, e ci è stato detto che sulle abitazioni c’è una trattativa in corso con i singoli proprietari e pare che molti stanno accentando, è una cosa probabile, comunque chi ha una casa che verrà deprezzata è logico accetti un risarcimento che sembra essere molto consistente, addirittura si parla del doppio del valore della casa”.

“E’ logico – prosegue Tarantini – che i proprietari a queste condizioni accettino, anche perché poi rischiano di trovarsi senza casa o con una casa deprezzata in futuro. C’è da dire però, che i soldi erogati per gli espropri non sono soldi dell’azienda ma sono soldi pubblici e dunque come dire, è facile fare i simpatici con i soldi della comunità”.

Non ci sono solo abitazioni, però, ci sono anche i terreni: “Per quelli c’è più resistenza, si faranno incontri con i singoli espropriati, ma se questi incontri non andranno a buon fine procederanno con i decreti di occupazione d’urgenza, se arriveranno a questi punti noi procederemo con il ricorso al Tar e quindi cercheremo comunque di prendere tempo e magari ci sarà la possibilità di rivalutare l’opportunità di quest’opera”.