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Politica

In Liguria le primarie del Pd dividono la sinistra della sinistra

Genova. Qualche scienziato politico analizzando la frequenza con cui il presidente uscente degli Stati Uniti sta ottenendo quasi sistematicamente la rielezione (Bill Clinton, George Bush e Barack Obama sono i tre casi ultimi e consucutivi), ha ipotizzato che le primarie (che negli Stati Uniti sono effettuate in quei casi solo dagli sfidanti), siano un deterrente. Perchè lacerano e creano disaffezione nell’elettorato

Per quanto la divisione appaia essere una cifra politica della sinistra nostrana perlomeno da Tangentopoli in poi, questa teoria sulle primarie sembra essere confermata da quanto sta succedendo nel Pd e attorno al Pd. L’utimo caso arriva proprio dalla Regione Liguria e divide la sinistra della sinistra.

Lo scontro in questo caso è tra “Rifondazione comunista” e il “Partito comunista”. Rifondazione, che nelle sue accelerate e marcie indietro, nella responsabilità di aver fatto cadere nel lontano 1996 forse uno dei migliori Governi della Seconda Repubblica (il primo Governo presidiato da Romano Prodi), dopo essere uscita dal Parlamento sta tentando di rimettersi nella carreggiata di una sinistra non troppo a sinistra per fare paure. E così, nel contesto regionale, Giacomo Conti, segretario regionale di Rifondazione Comunista, sceglie nella lotta per le Primarie Luigi Bersani.

Gli risponde oggi, attraverso un comunicato, il segretario regionale del Partito Comunista Danilo Pichetto.

” Le affermazioni di Giacomo Conti, segretario regionale di Rifondazione Comunista in merito alla scelta di votare Bersani alle primarie del Partito democratico, ci lasciano allibiti – per poi proseguire – il Pd è il partito che maggiormente supporta il governo antipopolare di Monti, espressione diretta della dittatura delle banche e dei monopoli capitalistici europei. Appoggiare il segretario del Pd nella finzione delle primarie – dice ancora Pichetto – significa umiliare i comunisti che stanno ancora in Rifondazione; a loro va tutta la nostra solidarietà e l’invito a costruire insieme un vero partito comunista in Italia, in modo da offrire al nostro popolo una reale alternativa al sistema”.

Insomma mentre molti sterzano e convergano (con Bersani che dice che Casini morirà al centro), altri fanno la gara a chi arriva più a sinistra possibile.

 

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