Ilva, il corteo dei lavoratori di Cornigliano è arrivato in Prefettura. Niente polizia, ma portone serrato - Genova 24
Cronaca

Ilva, il corteo dei lavoratori di Cornigliano è arrivato in Prefettura. Niente polizia, ma portone serrato

Genova. Agg.h.11. Il corteo è arrivato in Prefettura, ma ad attendere i lavoratori, questa volta, non c’è la polizia, bensì il portone serrato.

Agg.h.10.41. Il corteo è arrivato in centro e sta per percorrere le gallerie in Largo Zecca. E’ probabile che anche oggi venga bloccato il traffico in piazza Corvetto.

 

Agg.h.10.20. Il corteo è nei pressi della stazione mattima e procede verso il centro. Nel frattempo arrivano anche forti manifestazioni di solidarità da parte degli automobilisti in coda. Fuori da una macchina è stato addirittura esposto uno striscione con scritto: “Ilva non mollare”.

 

Agg.h.10. E’ stato ritrovato il corpo senza vita del giovane caduto dalla gru durante la tromba d’aria che ha colpito lo stabilimento Ilva di Taranto. La notizia è arrivata anche al corteo di Genova e i lavoratori hanno osservato un commosso minuto di silenzio, terminato in uno scrosciante applauso per il collega tragicamente deceduto. Poi il corteo è ripreso al grido: “Noi non siamo criminali, siamo lavoratori”.

 

Agg.h.9.10. Il corteo dei lavoratori dell’Ilva e quello dei lavoratori di Ansaldo, scesi in piazza in segno di solidarietà, si sono uniti nei pressi del ponte di Cornigliano e marciano verso la Prefettura. Tra la folla spiecca anche uno striscione di Fincantieri

 

Agg. h. 8.35. E’ partito dall’aeroporto il corteo dei lavoratori Ilva, che si sta dirigendo in Prefettura accompagnato dallo slogan: “Se certezza non ci sarà, ci prendiamo la città”

 

Nuova manifestazione dei lavoratori dell’Ilva di Cornigliano, che riuniti nella mensa dello stabilimento, proprio ora stanno attendendo che arrivino gli impiegati per dare il via a un nuovo corteo. In segno di solidarietà sciopereranno e parteciperanno alla manifestazione anche i lavoratori di Ansaldo.

Per Genova si prospetta quindi un’altra giornata difficile e concitata, in attesa che arrivino finalmente risposte da Roma. A far scaturire la rabbia e le preoccupazioni dei lavoratori, dopo una lunga giornata di attesa, è stato un comunicato arrivato ieri nel tardo pomeriggio, che ha rimandato tutto ad oggi.

Il decreto salva Ilva, così come è stato ribattezzato, secondo quanto dichiarato dal Premier Monti, approderà oggi, 30 novembre, in consiglio dei ministri.

Al momento dell’annuncio la rabbia, tra preoccupazione e paura, è montata sia fuori da Palazzo Chigi, con i lavoratori a insultare i politici, sia a Genova, dove a seguito delle notizie che giungevano incomplete, i metalmeccanici avrebbero voluto occupare la prefettura, ma sono stati respinti dalla polizia. Ne è nata una colluttazione e un operaio colpito alla testa da un manganello è stato trasportato al Galliera.

Stamattina all’alba è incominciata la nuova mobilitazione che continuerà fino a che il decreto non uscirà firmato dal consiglio dei ministri.