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“Il rapinatore dei taxi non sono io”. L’accusato davanti al gip si difende e nega tutto

Genova. Sono passati solo alcuni giorni da quando è finito in manette per quelle due rapine ai danni di tassisti che, nello scorso settembre, avevano fatto gridare all’emergenza sicurezza.

Daniel Caselli, 24 anni, ritenuto dagli uomini della Questura di Genova il famigerato rapinatore, però nega tutto: “Quello ripreso dalle telecamere non sono io. E’ vero, ogni tanto ho fatto dei furti, ma rapine mai. Non sono stato io”.

E’ stata questa la sua linea difensiva durante l’interrogatorio cui, questa mattina, è stato sottoposto dal gip Massimo Cusatti.

Caselli ha quindi conestato la prova “regina” che, secondo gli inquirenti, lo inchioderebbe alle sue responsabilità: quella ripresa video in cui si nota un tatuaggio nella parte destra del corpo. “Anche il tatuaggio è diverso – ha continuato – il mio è un simbolo gotico, mentre quello del rapinatore è un tribale”.

Le indagini intanto continuano: gli inquirenti stanno cercando di chiarire se Caselli possa essere stato l’autore di altre rapine.