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Politica

Grillo for dummies, vietati i talk show. Putti: “Suggerimenti, non imperativi dall’alto”

Beppe Grillo - elezioni a Genova con Putti

Genova. “L’unica alleanza possibile è con i cittadini”. Paolo Putti, incalzato dalle domande sulla polemica che ha investito il Movimento 5 Stelle dopo “l’epurazione” della consigliera bolognese Francesca Salsi, ricalca le parole del suo capo politico Beppe Grillo e, sollecitato, torna ancora una volta sul diktat anti talk show, per cui oggi lo steso Grillo ha redatto un post ad hoc sul suo blog.

“In passato ho partecipato a programmi di questo tipo – ha detto oggi il capogruppo del Movimento 5 Stelle a Tursi, ricordando il collegamento alla trasmissione di Gad Lerner il giorno delle elezioni genovesi – ma sono più interessati a indagare le relazioni tra i partiti piuttosto che a trovare soluzioni per la cittadinanza. A me, invece, importa affrontare i problemi della gente e non il fatto se io e Grillo andiamo o meno d’accordo”. E sul decalogo redatto oggi dal comico genovese, con particolare riferimento al divieto di partecipare ai talk show: “L’ha fatto per tutelare noi del Movimento, che siamo passati nell’arco di due giorni da semplici cittadini a consiglieri, con la responsabilità come succede a me, di oltre 30 mila persone. Molto spesso in queste trasmissioni veniamo sottoposti a interrogatori su Grillo o Casaleggio, veramente poco interessanti”, aggiunge Putti.

Grillo for dummies, questo il titolo del post comparso oggi, alla voce “T come televisione” spiega infatti che “non sono “vietate” interviste di eletti del M5S trasmesse in televisione per spiegare le attività di cui sono direttamente responsabili. E’ fortemente sconsigliata (in futuro sarà vietata) la partecipazione ai talk show condotti abitualmente da giornalisti graditi o nominati dai partiti, come è il caso delle reti RAI, delle reti Mediaset e de La7″.

“Io sono una persona che non si fa dirigere – commenta Putti – lo sanno i miei colleghi sul lavoro e lo sa mia moglie, non mi sento certo diretto. Ma sulla comunicazione Grillo e Casaleggio ne sanno sicuramente più di noi, ed è giusto che ci diano suggerimenti. Non li ho mai presi come imperativi dall’alto, il più delle volte hanno avuto ragione”.

Le prove: “Grillo l’ho sentito 8 volte, visto si e no 3, 4 mail, nessuno mi ha mai imposto niente, ci vediamo in assemblea ogni 15 giorni dove decidiamo le cose, e sì ci sono delle regole generali per la tutela del Movimento ma non ho mai avuto dimensione di totalirismo, mentre la cultura di sinistra da cui provengo…”.

Intanto ieri sulla pagina Facebook del Movimento 5 stelle genovese è comparso un post: “A tutti quelli che in buona fede scrivono sulla nostra bacheca rivolgendosi a Beppe Grillo ricordiamo che questa non è la pagina di Beppe ma bensi del M5S di Genova, e noi non siamo i suoi segretari”. A buon intenditor poche ma chiare parole.
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