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Economia

Grandi Navi Veloci, sindacati da Vesco. E il 14 novembre il porto si ferma per ventiquattr’ore

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Genova. Il vento della crisi, tra bilanci in rosso e poche altre certezze, soffia sempre più forte sul futuro dei lavoratori di Grandi Navi Veloci, tra voci non ufficiali e ventilati licenziamenti.

Nell’azienda controllata al 50% dall’armatore Giorgio Aponte, (proprierario anche di Msc e Snav) da alcuni mesi si mormora di licenziamenti pari a 600-700 lavoratori, in particolare campani. La questione però interessa anche i dipendenti genovesi di Gnv: circa 200 amministrativi che nell’ambito delle economie di scala previste da Aponte, che ha già a libro paga una settantina di amministrativi dipendenti di Snav a Napoli, potrebbero rischiare il posto.

Oggi i sindacati sono stati chiamati dall’assessore al Lavoro regionale, Enrico Vesco per un incontro congiunto con i rappresentanti di Comune e Provincia. “Per il momento non abbiamo nessuna certezza rispetto a potenziali esuberi – spiega Fabio Marante, responsabile per la Filt-Cgil – la Regione ci ha convocato, sarà nostro compito sensibilizzare gli enti locali su una vertenza che potrebbe avere toni esplosivi per l’incidenza che ha sul territorio”.

Il dato certo è uno: Gnv ha un bilancio in rosso ma non è propriamente un’azienda in crisi. “Dobbiamo capire le problematiche relative al bilancio per poi capire come si possa rilanciare l’occupazione mantenendo i rapporti lavorativi sul territorio”, aggiunge Marante.

I rischi per Genova sono riassunti nei numeri: Gnv occupa circa 1400 lavoratori sul capoluogo ligure e su Palermo, di cui 220 impiegati su Genova, i restanti a bordo, nel terminal traghetti di via Milano e a Palermo. Dati certi però al momento non ce ne sono, neppure sull’assorbimento da parte di Snav.

“In diverse circostanze l’acquisizione di Gnv da parte di un soggetto, e che soggetto – sottolinea il sindacalista della Filt Cgil – nell’ambito del cabotaggio potrebbe determinare problematiche dal punto di vista occupazionale, ma non abbiamo certezze”.

Se la situazione ha contorni non certi, anche i segnali da parte dell’azienda non sono chiari. “Siamo in attesa di comunicazioni ufficiali – dice Mauro Scognamiglio, Fit Cisl Liguria – l’azienda ha dato numeri, ma al momento non sono state aperte procedure di licenziamento, ci auguriamo di trovare insieme soluzioni che non vedano percorsi negativi per i lavoratori. Il vero problema sono i grandi debiti accumulati negli anni, dovuti forse all’acquisto di nuove navi, ma ad oggi un peso insopportabile”. Inoltre il dato fortemente negativo è “l’aumento del costo del bunker che incide spaventosamente non solo per Gnv ma per gran parte del mondo dello shipping”.

Per Giuseppe Nocerino, Uiltrasporti, è il costo del lavoro ad essere appesantito. “Un anno fa abbiamo già fatto accordi, ma negli ultimi tempi non siamo riusciti a portare a termine il percorso e oggi ci ritroviamo in una situazione imbarazzante. Vediamo se con gli aiuti delle istituzioni riusciamo a portare a casa un risultato che non sia il licenziamento”.

Posizioni non proprio allineate quelle dei sindacati genovesi a proposito di eventuali ulteriori “sacrifici” da chiedere ai lavoratori Gnv, uniti però da una richiesta: quella che l’azienda faccia chiarezza sui numeri.

Gli assessori hanno manifestato piena solidarietà ai lavoratori e si sono assunti l’impegno di incontrare al più presto l’azienda per conoscere le reali intenzioni del gruppo. “Vogliamo capire – hanno ribadito Vesco e Oddone – qual è il quadro reale e avere chiare le intenzioni di Grandi Navi Veloci.All’azienda manifesteremo la richiesta di una piena salvaguardia dell’occupazione, tenendo conto dell’importanza del gruppo per Genova e per i traffici marittimi più in generale”.

Intanto mercoledì 14 novembre, nell’ambito dello sciopero generale indetto dalla Cgil, i lavoratori del porto hanno proclamato uno sciopero di 24 ore e scenderanno in piazza insieme alle altre categorie per dar vita a un grande corteo che si snoderà anche a Genova, insieme alle principali città europee.