Quantcast

Giornata della ricerca, Balduzzi a Genova: “Riduzione posti letto non vuol dire tagli, ma altri servizi”

renato balduzzi

Genova. Ricerca e assistenza rappresentano un connubio “imprescindibile che arrichisce sia l’uno che l’altro”. Così l’arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco in occasione della giornata della ricerca all’ospedale Galliera a cui hanno partecipato anche il ministro della Salute, Renato Balduzzi, il presidente della Regione, Claudio Burlando e l’assessore Claudio Montaldo. Un momento di condivisione e stimolo per raccontare e divulgare il percorso seguito dai ricercatori dell’Ente che, anche quest’anno, conferma il trend positivo nella ricerca scientifica (131 pubblicazioni contro le 122 del 2011 e un impact factor di 395 contro il 386 dell’anno scorso).

Ma a tener banco, a lato dei lavori ufficiali è soprattutto il tema dell’assistenza. “Speriamo tutti che ci sia una giusta considerazione della situazione Liguria – ha detto il presidente della Cei e del Galliera – una regione che ha specifiche peculiarità, come il numero di anziani o la cura dei bambini”, in modo che “le decisioni economiche del governo corrispondano al meglio – ha sottolineato Bagnasco rivolgendosi al ministro – anche alle esigenze stesse della Liguria”.

Il riparto sanitario per il 2012, attende infatti che la Conferenza Stato-Regioni esprima l’intesa, ma ha assicurato Balduzzi “non dovrebbero esserci problemi, mi auguro che venga sbloccato al più presto per dare certezze alle Regioni”. La Liguria secondo i criteri del riparto “avrà ciò che le viene, ci saranno poi aggiustamenti e attenzioni specifiche in ragione della storia e delle capacità dimostrate”, ha aggiunto il ministro. Ad esempio la Liguria è stata in grado di realizzare modelli di assistenza domiciliare soprattutto agli anziani “utili per tutto il paese”.

Ma le politiche di rigore spaventano i conti delle Regioni. “Il migliore rigore sa sempre andare insieme al sostegno, l’altra faccia necessaria per chi è tentato di attendere tempi migliori. La sanità ha fatto la sua parte, ma deve essere sempre sostenibile, perché è una delle più grandi ricchezze del paese”, ha quindi detto Balduzzi. Ed è su questo punto che il ministro ha tirato per la giacchetta gli enti locali e implicitamente lo stesso presidente della Regione, Burlando, puntualizzando a chiare lettere che “riduzione di posti letto non significa tagli discriminati”, ma al contrario dovrebbe corrispondere “ad altri servizi da erogare al cittadino”. “E’ ora di dirlo chiaramente ai cittadini”, ha evidenziato Balduzzi. “Questa necessità di riordino del comparto non è figlia della crisi economica, ma una esigenza di cui si parla da anni”.

E a proposito di riordino, sono gli ospedali dei piccoli centri e delle vallate a soffrire di più. “C’è riorganizzazione e riorganizzazione, bisogna distinguere – ha sottolineato ancora il ministro – C’è quella necessaria per tutelare il diritto alla salute, perché certe specialità sanitarie in piccoli ospedali e luoghi che non possono avere volumi di attività sono un rischio per la salute prima ancora che un problema economico finanziario” e poi ci sono “funzioni che devono rimanere, specialmente negli ospedali di vallata, perché nonostante i numeri bassi hanno un impatto sul territorio importante, e possono essere fruite dalle fasce deboli. Gli standard che finalmente siamo riusciti a definire – ha concluso il ministro Balduzzi – vanno intesi con buon senso, cioè in quanto criteri non meramente orientativi ma in grado di aiutare chi deve riorganizzare a farlo nel modo migliore”.