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Fusione San Martino – Ist, Rossi (Sel): “Dov’è il piano di riorganizzazione?”

matteo rossi

Genova. La fusione dell’azienda ospedaliera San Martino con l’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova avrebbe dovuto essere un’operazione per l’ottimizzazione di risorse e competenze, capace di offrire un reale risparmio alla Regione e di restituire alla cittadinanza un nuovo e funzionale istituto per il bene della collettività e della Salute Pubblica.

Matteo Rossi capogruppo in Regione per SEL affronta il tema “La DCR n°19 (del 4 agosto 2010) prevedeva la confluenza dell’area oncologica, medica, diagnostica, e dei relativi servizi nel Centro oncologico regionale della Liguria, dando continuità e sviluppo alle funzioni svolte dall’IST. Dov’é il piano organizzativo che dimostra l’attuazione di questo progetto?”.

Dopo più di due anni dall’inizio di questo processo, secondo Rossi, ancora molti sono i dubbi sul suo buon esito e sempre più spesso il centro della questione risiede su quanto ancora non è stato fatto, o è stato fatto male, tanto che, a oggi, prevale lo stato d’incertezza sul possibile riconoscimento da parte del Ministero del nuovo Irccs.

Rossi rincara: “Per definire il Regolamento di funzionamento e organizzazione del nuovo Irccs, fondamentale alla vita dell’Ente, è necessaria la convenzione con l’Università che avrebbe già dovuto essere pronta a giugno, invece non mi risulta che nulla sia ancora stato fatto”.

Nel Luglio 2011, ricorda Rossi, i Commissari del Ministero venuti a Genova per verificare lo stato dell’Arte rivelavano la necessità di completare al più presto la definitiva struttura organizzativa visto che al momento la stessa appariva poco organica e quindi poco funzionale.

“I Commissari sarebbero dovuti ritornare a luglio di quest’anno per analizzare gli atti necessari alla definitiva organizzazione dell’Ente. Forse è meglio che non siano venuti: avrebbero verificato che c’è ancora molto da fare.” continua Rossi “la mia preoccupazione è che la mancanza di una reale integrazione tra materiali, strutture, personale e linee di ricerca possa vanificare l’intero processo senza contare quelli che sarebbero, a questo punto, gli sprechi”.