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Fassicomo, via ai lavori per i box. Il Comitato: “Costruire case per macchine è tutelare il bene comune?”

Genova. E’ stata un’amara sorpresa quella che gli abitanti della zona intorno al bosco del Fassicomo a San Fruttuoso hanno ricevuto ieri a Tursi. Avevano chiesto un incontro all’assessore comunale Francesco Oddone per capire come bloccare il permesso a costruire il Silos sotto il bosco, firmato dagli uffici comunali sotto la precedente giunta lo scorso dicembre, solo tre giorni prima dell’approvazione del nuovo Puc le cui disposizioni ne avrebbero impedito la realizzazione.

Ma i lavori in realtà sono partiti lunedì, con l’avvio del disboscamento da parte della società Park srl.

“Sopresa amara anche perché l’assessore della Giunta Vincenzi Simone Farello aveva detto che il lavori sarebbero potuti partire solo dopo uno studio idrogeologico da parte dell’Università di Genova – spiega il consigliere della federazione della sinistra Antonio Bruno – ma ora viene fuori che quella prescrizione non era vincolante. La giunta ha di fatto suggerito agli abitanti di fare ricorso al Tar, per il resto se ne è lavata le mani”.

Ed è questa la sensazione che hanno avuto i rappresentati del Comitato: “E’ la terza volta in quindici anni che tentano di fare un parcheggio sotto il bosco – dice Francesca Bianchi – ma, a differenza dei precedenti due tentativi, questa volta abbiamo saputo che il silos si sarebbe fatto pochi giorni prima che fosse firmata l’autorizzazione a costruire, cioè a giochi praticamente fatti. Così ai cittadini non viene dato né tempo né modo di dire la loro, perché qui non si tratta soltanto di costruire un parcheggio in un’area di proprietà privata, ma di un qualcosa avrà delle conseguenze pesanti per chi abita in questo quartiere”.

Un quartiere che aveva nel bosco spontaneo del Fassicomo l’unico polmone verde: “Non si tratterà dal punto di vista normativo di alberi di pregio, ma per noi il pregio è che il bosco esista in una zona che a partire dagli anni sessanta è stata ferocemente edificata” dice Bianchi.

Lunedì sono stati tagliati i primi rami e segnati gli alberi che verranno abbattuti, nel silenzio della politica: “La sensazione è che la politica abdichi rispetto a scelte che le competono e demandi tutto agli uffici tecnici”.

Il Comitato farà tramite il suo avvocato immediato ricorso al Tar per chiedere la sospensiva del lavori almeno fino al parere tecnico che dovrà dare l’Università di Genova rispetto al rischio idrogeologico dovuto all’inclinazione della collina, ma per per chi si oppone al silos la questione è ben più ampia: “Da via Tanini a Borgoratti, al parcheggio sotto il cinema Eden a Pegli, al silos che sarà realizzato in via Dino Col a Di Negro si costruiscono case per le macchine in tutta la città senza pensare al rischio idrogeologico e senza porre davanti a tutto il bene comune dei cittadini. Ma che politica è quella che non mette davanti il bene comune?”

Intanto martedì alle 11 il Comitato No al silos nel bosco del Fassicomo incontrerà i capigruppo del Comune di Genova.

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