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Esuberi Ericsson, lavoratori in Regione: “Presi in giro, i loro guadagni li fanno sulla nostra pelle” foto

Genova. Gli esuberi previsti a Genova ed ormai annunciati da tempo sono 94. Un vero e proprio fulmine a ciel sereno, dicono i lavoratori di Ericsson, riuniti sotto la sede del Consiglio regionale per protestare contro il piano di tagli.

Nessuno, insomma, si aspettava una decisione del genere, tanto più dopo il trasferimento della multinazionale agli Erzelli e la firma di un accordo a Roma “per favorire ricerca e occupazione nella nostra città”.

“Neanche il tempo di finire il trasloco – attacca Daniele Gadaleta, cordinatore regionale Slc-Cgil – ed è arrivata la notizia: il trasferimento agli Erzelli era ancora in corso e l’azienda già diceva che c’erano gli esuberi. Per di più nel vitale settore della ricerca: una contraddizione infinita”.

“Pensiamo – continua – che gli svedesi avessero questo in testa già da un po’: hanno insomma preso in giro noi e le istituzioni dalla Regione al Ministero che con loro ha siglato un accordo”.

“Quello che doveva nascere come una prospettiva positiva per il futuro di Genova – fa eco Paolo Mura, delegato Ericsson, sta partendo con 100 licenziamenti. Le multinazionali regionano in questa maniera e con la scusa della ristrutturazione vogliono semplicemente ottenere i guadagni che avevano previsto di ottenere. Non sono in crisi: stanno semplicemente guadagnando un po’ meno di quello che vorrebbero e cercano di recuperare sulla pelle della gente”.

“La Regione – conclude Gadaleta – deve farsi parte attiva anche nei contronti dei ministeri con i quali Ericsson ha fatto un accordo. Quel patto dovrebbe servire a garantire buona occupazione in città”.