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Economia

Direttiva Bolkestein, balneari contro il Governo: “Chiarisca cosa vuole fare”

protesta balneari

Roma. “I reali motivi del preannunciato incontro con la Commissione europea da parte dei ministri Piero Gnudi e Enzo Moavero Milanesi sulla questione dei balneari – se confermati o comunque non smentiti – costituirebbero una grave scorrettezza nei confronti delle Istituzioni italiane, oltre che delle imprese balneari italiane che, da tempo, hanno chiesto, inutilmente, l’apertura del tavolo di elaborazione del decreto legislativo per la nuova disciplina delle concessioni demaniali marittime così come promesso dai due ministri nell’incontro del 23 febbraio scorso”.

Lo affermano i sindacati di categoria Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti e Assobalneari Italia – Confindustria in rappresentanza di 30 mila imprese balneari italiane. In assenza di “una chiara ed inequivocabile smentita”, i sindacati dei balneari chiedono al Parlamento italiano “l’immediata revoca della delega al Governo per la disciplina della materia, e così negligentemente, dallo stesso, esercitata”.

I sindacati dei balneari ricordano gli incontri del 23 febbraio e del 10 ottobre scorsi nei quali “oltre 50 persone, in rappresentanza di imprese, Regioni, Province, comuni, parlamentari italiani ed europei, sono state riunite intorno ad un tavolo, in un dialogo tra sordi, nel quale ognuno ha portato avanti la propria posizione senza alcun confronto di merito”. “Ma ciò – proseguono – sarebbe oltremodo grave nei confronti del Parlamento italiano che si è più volte espresso, all’unanimità, per una tutela delle imprese balneari attualmente operanti attraverso principi e meccanismi che non sono stati, in alcun modo, raccolti nella bozza di decreto legislativo elaborato, nella più totale segretezza, da parte del ministero degli Affari Regionali. Sarebbe, infine – concludono – in contrasto con la risoluzione approvata all’unanimità dal Parlamento europeo in data 27 settembre 2011 che ha chiesto l’adozione da parte degli Stati di adeguate ‘misure compensative’ a tutela dei diritti delle imprese balneari”.