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Dimissioni a catena nell’Idv, in Liguria è “liberi tutti”. Scialfa: “Siamo di centrosinistra, con Di Pietro strade ormai differenti”

Liguria. L’Idv perde due parlamentari a Roma e in Liguria il partito si spacca. Giovanni Paladini, insieme al torinese Gaetano Porcino, ha annunciato oggi le sue dimissioni da deputato e da coordinatore regionale del partito. Lo seguono la moglie e capogruppo in Regione, Marylin Fusco, il vicepresidente della Regione Nicolò Scialfa, l’assessore Gabriele Cascino e il segretario provinciale Francesco De Simone. Il nuovo corso sarà un soggetto politico che ancora non ha nome, probabilmente quello che l’ex capogruppo al Senato, Massimo Donadi, via dal partito una settimana fa, presenterà domani. Galeotta fu la foto di Vasto, messa in un cassetto da Di Pietro, e le posizioni del leader Idv in netto contrasto con il presidente della Repubblica e l’ex alleato Pierluigi Bersani.

“Di Pietro è un buon politico e ha grandi meriti – commenta Scialfa – ma le nostre strade sono ormai differenti. Succede in politica. Ho sempre ricercato l’unità del centrosinistra e l’Idv sembrava il collante giusto”. La foto di Vasto, appunto, “il momento più alto”. Poi le strade politiche cambiano: Di Pietro si tira fuori dalla foto fino all’avvicinamento fatale con Grillo, subito rigettato dai dirigenti liguri locali (pur con qualche defezione in Comune). “Grillo è un comico fantastico, ma la politica per me è un’altra cosa. Lui incarna la protesta, non accetta la contrapposizione centrosinistra-centrodestra, è oltre. Io non condivido, niente di personale”, ricorda ancora il vicepresidente della Regione che aggiunge: “Non so ancora cosa farò da grande, ma la tenuta in Regione c’è, su questo non c’è dubbio. Io sono uomo di centrosinistra”. Così come dichiarato oggi anche da Paladini.

Confermato anche l’appoggio a Bersani alle primarie del 25 novembre, altro tassello che ha fatto risaltare le differenze di vedute a livello nazionale. E domenica andrà a votare, ma non dice per chi, anche l’ex assessore comunale e ora capogruppo Idv a Tursi, Stefano Anzalone, che invece dichiara di restare saldamente nel partito. “Paladini è un amico – ha detto Anzalone – ma abbiamo visioni diverse, in politica ci sta tutto”. Anche lo strappo dalla foto di Vasto e l’avvicinamento ai grillini. “Noi a Tursi abbiamo una linea neutra, ma fin qui l’esperienza con il Movimento 5 Stelle, pur stando ognuno al suo posto, è stata positiva”. Prima però c’è l’incontro a porte chiuse di venerdì mattina, in cui Di Pietro incontrerà gli eletti e ciò che resta dei componenti del coordinamento.

Potrebbe restare a fianco del leader Di Pietro la consigliera regionale Maruska Piredda, anche se l’interessata oggi non ha rilasciato dichiarazioni. Così come i rumors danno in partenza Stefano Quaini, consigliere regionale. In netto accordo con Paladini, invece, il segretario provinciale Francesco De Simone. “Visto da fuori può sembrare difficile da capire, ma dall’interno è tutto molto comprensibile – commenta – Paladini ha lasciato i suoi incarichi nell’Idv ed è uscito dal partito. Personalmente condivido questa decisione e farò lo stesso: non mi interessa Grillo e se voglio continuare a fare politica seguirò questa linea”.

De Simone rilegge l’ultima settimana, dalla conferenza stampa con i due responsabili del partito a livello nazionale che avevano descritto un partito compatto e coeso, fino ad oggi, il giorno in cui le dimissioni di Paladini e Porcino, coordinatori rispettivamente di Liguria e Piemonte, hanno dato il via allo strappo finale.

“Il nostro annuncio di alcuni giorni fa sul sostegno a Bersani alle primarie non ha suscitato particolari reazioni – conclude De Simone – evidentemente hanno aspettato il direttivo nazionale di ieri sera, in cui sono esplose tutte le cottraddizioni presenti”.