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Cronaca

Comuni liguri inadempienti sulla differenziata, Recco punta il dito: “Serve impianto per l’umido”

arenzano rifiuti

Genova. Duecentoventotto comuni liguri su 235 inadempienti per la raccolta differenziata. E’ la tegola arrivata questa mattina sulla testa di numerosi amministratori pubblici, in particolare sul sindaco di Recco, Dario Capurro, citato in giudizio dalla Corte dei Conti, insieme all’ex sindaco e a due assessori comunali per il periodo 2006-2010, e per cui, secondo quanto riportato oggi dal quotidiano La Repubblica, pende un risarcimento di 1 milione e 200 mila euro.

“Abbiamo fatto le cose al meglio per quel poco che potevamo fare – ha commentato il sindaco Dario Capurro – ma è l’intero sistema a non essere stato messo in condizione di funzionare adeguatamente”. Il dito puntato è contro la mancata realizzazione di un impianto di trattamento dei rifiuti, in particolare dell’umido: Recco ad esempio, così come gli altri Comuni della Provincia di Genova, fanno riferimento al basso Piemonte, Alessandria in primis.

L’amministrazione di Recco si difenderà ora nelle sedi preposte presentando ampie giustificazioni: “Solo 7 Comuni su 235 sono adempienti, e noi, pur essendo citati, comunque restiamo nella parte sinistra della classifica di quelli non adempienti – spiega Capurro – con una percentuale che tocca ora il 24%. Dal 2010 abbiamo iniziato un percorso di raccolta porta a porta e continueremo con una vasta sensibilizzazione sulla popolazione e sul tessuto economico. Ma è chiaro che per fare il salto serve l’impianto per l’organico, noi siamo l’ultimo anello della catena”. La palla passa agli altri enti, Regione e Provincia di Genova tirati per la giacchetta dal primo cittadino.

“Noi stiamo facendo tutto il possibile per supportare i Comuni nel raggiungimento del livello di legge – commenta l’assessore all’Ambiente, Renata Briano – ma naturalmente si tratta di processi lunghi che necessitano di tempi e risorse”. Tra le azioni già messe in campo da Piazza de Ferrari: l’operazione ecotassa e l’accordo di programma con Conai per l’imballaggio. “Ciò non toglie che l’impianto di trattamento umido sia necessario – sottolinea Briano – Nel piano provinciale è previsto e ho molto apprezzato le dichiarazioni dell’assessore comunale Valeria Garotta che lo ha recentemente confermato”. L’assessore di Tursi nell’ottobre scorso, rispondendo a una mozione in Consiglio aveva dichiarato di aver mandato ai tecnici di svolgere approndimenti sulle possibili aree in cui far sorgere l’impianto.