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Economia

Genova, cassa integrazione all’ABB, lavoratori pronti allo sciopero: “Non si investe facendo cassa”

Genova. Oggi è atteso l’incontro con i vertici dell’azienda presso la sede di Confindustria Genova, nei prossimi giorni, se non si arriverà ad una soluzione, “i lavoratori sono pronti a scendere in sciopero”. La situazione dei siti produttivi di ABB di Genova si fa sempre più difficile dopo l’annuncio da parte dell’azienda della volontà di ricorrere alla cassa integrazione ordinaria per alcune di decine di lavoratori.

Una decisione che ha gettato nello sconcerto anche le organizzazioni sindacali, impegnate, questa mattina, in un volantinaggio davanti alla sede di Sestri Ponente in via Albareto. Anche perché, “non più tardi di settembre – spiega Enzo Russo, della segreteria Fiom Genova – l’amministratore delegato di ABB Italia aveva dichiarato a margine del convegno di Cernobbio che Genova era un punto di riferimento importantissimo per l’azienda e che addirittura volevano rafforzarsi in città. Francamente è una maniera molto strana di concepire il rafforzamento”.

Senza contare che la cassa integrazione colpisce solo Genova, dopo che venti lavoratori gevovesi, su un totale di trenta a livello nazionale, erano stati messi in mobilità: “La cosa ha stupito tutti -continua Russo. Basti pensare che la cassa integrazione riguarda una divisione, la Process Automation, che conta circa un migliaio di persone sul territorio nazionale ed è difficile da credere che un provvedimento di cassa integrazione su alcune decine di persone a Genova possa risolvere un problema di calo del fatturato causato dalla crisi”.

Sul tappeto anche le condizioni di lavoro, a detta dei sindacati in continuo peggioramento, del sito del Molo Giano. Tutti indizi che fanno temere si voglia arrivare ad un vero e proprio ridimensionamento della presenza di ABB sotto la Lanterna.

“Oggi – conclude Russo – abbiamo un incontro con i vertici di ABB e vorremmo sentire da loro quali sono le motivazioni reali del provvedimento. Non ci sono i presupposti per aprire un procedimento di cassa integrazione e quindi lo respingiamo al mittente. Se non troveremo una soluzione i lavoratori sono pronti a scendere in sciopero”.