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Cronaca

Casa, anche in Liguria dimezzata la richiesta di mutui: prevale sfiducia dei consumatori e degli enti eroganti

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Liguria. Quasi sette mila milioni di euro per l’acquisto della casa. Sono i finanziamenti ricevuti dalle famiglie italiane negli ultimi tre mesi (6.875,45 milioni di euro nel secondo trimestre del 2012). Rispetto allo stesso trimestre del 2011 si registra una contrazione delle erogazioni mutui del -51,65% per un controvalore di -7.345,40 mln di euro, secondo i dati del Bollettino Statistico III-2012 pubblicato da Banca d’Italia nel mese di Ottobre 2012.

L’andamento delle erogazioni trimestrali, in confronto ai periodi precedenti, conferma la tendenza alla contrazione, rafforzando un trend al ribasso già iniziato con le rilevazioni del secondo trimestre 2010.

I volumi restano influenzati principalmente da una domanda di credito praticamente dimezzata, fortemente condizionata dal calo della fiducia dei consumatori, e da una maggiore attenzione al rischio di credito da parte degli enti eroganti.

I costi di approvvigionamento sui mercati interbancari hanno inoltre comportato un aumento del costo prodotto che ulteriormente influenza l’accesso al credito. Inoltre è importante considerare, oltre alla sfavorevole congiuntura socio economica che sta caratterizzando tutta l’Area Euro, che i volumi erogati sono anche in parte influenzati dal continuo rallentamento delle operazioni di sostituzione e surroga che, con gli attuali spread, non risultano sempre convenienti.

Secondo l’Ufficio Studi Tecnocasa, sezione mediazione creditizia, le operazioni di surroga hanno rappresentano nel primo semestre 2012 poco più dello 0,85% dei volumi erogati, mentre esattamente un anno prima si attestavano al 5,78%.

Osservando i numeri degli ultimi dodici mesi (dati erogati da Luglio 2011 a Giugno 2012) sono stati erogati alle famiglie italiane finanziamenti per l’acquisto della casa per 35.828,74 mln di euro. Il saldo annuo, se confrontato a un anno fa, segna dunque un calo dei volumi pari al -34,83% con -19.149,72 mln di euro erogati in meno.

La mappa sul territorio nazionale vede tornare il Nord Est seconda Macroareare per erogazioni, passando dal 18% al 24% di incidenza. E’ preceduta dal Nord Ovest, prima con il 35% delle erogazioni, e seguita da quella Centrale che torna dunque ad occupare il terzo posto passando dal 28% del precedente trimestre al 22% dell’ultima rilevazione.

L’andamento nel primo trimestre 2012 ha visto tutte le regioni italiane registrare una contrazione delle erogazioni rispetto al 2011. La regione che meno delle altre ha subito il calo di mercato è la Valle d’Aosta (poco superiore al -36%). La Liguria si attesta su un -50,21% nell’ultimo trimestre e -37,81% nell’ultimo anno.

L’Umbria è la regione italiana che più di tutte limita la contrazione, poco più del -23%. Anche Campania e Valle d’Aosta contengono il calo entro il -30% e sono rispettivamente la seconda e la terza miglior regione. Tutte le altre regioni d’Italia hanno cali superiori ai trenta punti percentuali.

Nel secondo trimestre del 2012, a livello nazionale, è stato rilevato un buon incremento del ticket medio di mutuo rispetto a quanto era stato rilevato durante il precedente trimestre.

Il ticket medio nazionale si è attestato a circa 124.000 euro. Rispetto a quanto rilevato nel primo trimestre 2012 (121.900 euro) si è dunque riscontrata una maggiore quota media erogata per singolo finanziamento. La differenza è pari a circa +2.100 euro (+1,72%). Tale incremento trova giustificazione dalla sempre minor presenza dei prodotti di surroga nel campione analizzato e quindi la conseguente preponderanza del prodotto per acquisto che ha importi medi decisamente più elevati.

Il ticket medio di mutuo visto a livello regionale continua ad essere per ragioni socio economiche difforme sul territorio nazionale. Tendenzialmente i valori medi più elevati si confermano nelle regioni del centro e del nord e quelli più bassi nelle regioni Meridionali e Insulari.

Stando alle dinamiche dei tassi di fine ottobre 2012, ipotizzando di dover sottoscrivere un nuovo mutuo ipotecario dell’importo di 120.000 euro per una durata di 20 anni, ad uno spread medio indicativo di mercato pari a 3,30 bps, se scegliessimo un mutuo a tasso fisso, sosterremmo una rata mensile di 836 euro. Se optassimo invece per un mutuo a tasso variabile, avremmo un risparmio pari a 139 euro mensili, in quanto la rata ammonterebbe a 697 euro.
Nella seconda metà del 2011 la convenienza della rata a favore del tasso variabile si stava assottigliando fino ad arrivare agli 88 euro nell’ottobre 2011. Con i primi mesi del 2012 è invece iniziata una nuova fase di crescita della forbice con una risalita della differenza di rata a favore del tasso variabile.

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