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Calcio: intervista a Loris Damonte, giocatore “a tutto campo” del Varese

Arenzano. Dopo Marcolini, Vignaroli, Panucci, El Shaarawy, un altro giocatore con il dna savonese, Loris Damonte, classe 1990, calciatore del Varese, militante nel campionato di Serie B, sta iniziando una brillante carriera.

E sì, perché, nonostante abbia trascorso quasi tutta la sua adolescenza ad Arenzano, Damonte non dimentica le origini savonesi della madre e le sue, essendo nato nella città della Torretta. Infatti il suo primo pensiero è per il Savona: “La squadra è partita alla grande – dice Damonte -, sono contento ed sono certo che gli striscioni continueranno a disputare un campionato importante. La dirigenza e i tifosi meritano palcoscenici migliori”.

La sua carriera si è sviluppata tutta nel settore giovanile del Genoa, dagli Esordienti alla Primavera, poi il passaggio all’Alessandria, in C1, ha rappresentato la svolta verso il professionismo. Con i grigi piemontesi, Damonte ha disputato due campionati, mentre l’ulteriore salto di qualità è avvenuto con la chiamata del Varese, squadra con cui, l’anno scorso, ha sfiorato la Serie A ai playoff.

A testimonanza delle potenzialità del giocatore, vi è il fatto che Il Genoa detiene ancora il 50% del suo cartellino e ne segue attentamente la maturazione calcistica.

Mentre chiaccheriamo con Damonte, inevitabilmente il discorso scivola sulla prima rete da lui segnata in Serie B (lo scorso 6 gennaio), che per ironia della sorte è stata realizzata proprio contro la Sampdoria, la sua squadra del cuore ed a Marassi, lo stadio dove, già in tenerissima età, papà Gianluca, lo portava ad assistere alle partite dei blucerchiati.

Ci dice Damonte: “Il destino, a volte, riserva situazioni inimmaginabili: io tifoso doriano, ancora di proprietà del Genoa, segno a Marassi e condanno alla sconfitta la Samp…!”

Ragazzo che sprigiona simpatia, educazione e disponibiltà, è conscio di essere un privilegiato rispetto a tanti coetanei alle prese con problemi di vita ben più seri: “So di essere stato baciato dalla fortuna, per questo vivo la mia vita professionale (e non) sempre con i piedi ben saldi a terra”.

Da Maran a Castori, cambiano gli interpreti (allenatori), ma gli spartiti (bel gioco e risultato) sono sempre gli stessi, qual è il segreto del Varese?

“Entrambi sono allenatori preparati, la società e l’ambiente, senza eccessive pressioni, fanno il resto”.

Ma quanto è bravo il tuo ex compagno di squadra De Luca, ora all’Atalanta?

“E’ un giocatore straordinario, io ho avito la fortuna di giocare anche con il napoletano Insigne nelle nazionali giovanili e dico che De Luca è ai suoi livelli”.

Credete alla Serie A?

“Come organico Verona e Sassuolo sono un gradino sopra a tutte, poi ritengo che Livorno, Padova, Brescia, Varese, più la solita outsider di ogni campionato, possano ambire alla promozione, magari tramite i playoff.  Ma anche Spezia e Modena potrebbero essere fra i protagonisti finali”.

Pensi, un giorno, di poter giocare nella massima serie?

“Lo voglio con tutte le mie forze, è il mio obiettivo. Se poi lo potessi fare nel Genoa ne sarei felicissimo, infatti arrivare al top con i rossoblù sarebbe il coronamento del lavoro fatto fin da quando ero ragazzino”.

Gli studi?

“Ho la maturità scientifica e tra mille difficoltà sono iscritto alla facoltà di Scienze politiche. Giocare in Serie A e laurearmi contemporaneamente sarebbe il massimo”.

Grande Loris… ad maiora!

Claudio Nucci