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Cronaca

Alluvione, nuova polemica su allerte, Briano: “Prima la salvaguardia delle persone”

protezione civile

Genova. A un anno dalle terribili alluvioni che hanno devastato Genova e lo Spezzino, e a poche ore dal termine dell’allerta 2 per il levante ligure, si torna a parlare di prevenzione e previsione dei rischi metereologici, non senza polemiche da parte di alcuni amministratori locali per le troppe allerte diramate a poca distanza.

“Noi capiamo i disagi dovuti all’applicazione dei piani di emergenza – spiega Renata Briano, assessore regionale alla Protezione Civile oggi ospite a palazzo Tursi per il convegno organizzato dalle università di Genova e Firenze sugli eventi alluvionali – ma non abbiamo cambiato la procedura con cui allertiamo territorio. Non lo facciamo tanto per fare – aggiunge Briano oggi al convegno a Palazzo Tursi – ma consapevoli del disagio e del senso di responsabilità nei confronti della salvaguardia delle persone. Speriamo in una collaborazione da parte di tutti”.

E se i sistemi di analisi in mano agli esperti del settore sono sempre gli stessi, almeno a livello di strumenti, il dibattito sull’istituzione di un sistema di allerta unico a livello nazionale sembra giunto a un punto fermo. “Il dipartimento di protezione civile nazionale ha iniziato questo lavoro già da alcuni mesi – annuncia Elisabetta Provatore, tecnico Arpal – credo che entro la fine dell’anno si arriverà a uno standard condiviso almeno per quanto riguarda la colorazione del livello di allerta uniformato in tutte le regioni”. Un passo verso la facilitazione dei lavori della Protezione Civile ma soprattutto per la comprensione del cittadino e delle istituzioni locali. “La comunicazione è uno degli aspetti prioritari in questo complesso meccanismo di prevenzione e previsione dei rischi metereologici”, conclude Provatore.

Dalla dichiarazione delle allerte fino alla comunicazione capillare ai cittadini il ruolo dei mezzi di informazione durante gli eventi emergenziali è “importantissimo – conferma Briano – poi sulle polemiche occorre essere coerenti e consapevoli che un territorio a rischio zero non esiste, tutte le misure per la tutela devono essere conosciute, in questo senso formazione e informazione sono fondamentali. Potremmo trovare modalità operative imparando gli uni dagli altri”.

Stesso tenore per l’assessore comunale Gianni Crivello che aggiunge in coda una nota polemica: “i media hanno un ruolo fondamentale, naturalmente se si tratta di un’informazione corretta che prenda spunto da fonti credibili, ed è questa la motivazione per cui il Comune si rifà ad Arpal come fonte”. Il riferimento è anche ai siti privati che “legittimamente possono fare previsioni ma in alcuni casi anche una certa disinformazione che crea tensione e qualche danno per una città”. Amministrazione, sito e mass media possono essere in maniera sinergica opportunità importante, ma – conclude Crivello – si esagera quando si fa terrorismo che non vuol dire sottrarsi a ciò che è corretto dire, non si deve radicalizzare né in un senso né nell’altro”.