Quantcast
Cronaca

Alluvione Genova, intitolata un’aula a Gioia, il racconto della maestra: “L’onda arrivò dopo le 12.25”

Alluvione Genova fango

Genova. “Erano le ore 12.20 esatte, l’orario d’uscita consueto, pioveva a dirotto, l’acqua in piazza Galileo Ferraris davanti all’Istituto arrivava alle ginocchia. Non avendo ricevuto comunicazioni contrarie, abbiamo fatto uscire regolarmente la classe da scuola, Gioia era uscita per ultima, verso le ore 12.25, e l’ho consegnata alla mamma”.

E’ il racconto della maestra Anna, un anno dopo l’alluvione che costò la vita a Gioia Djala, la bimba di 8 anni, alla sua mamma Shpresa e la sorella di un anno Janissa, oltre a Angela Chiaramonte, Evelina Pietranera e Serena Costa. E per cui oggi davanti all’Istituto Comprensivo Marassi è stata intitolata un’aula di psicomotricità a Gioia.

L’onda che le ha uccise è arrivata di certo, secondo la ricostruzione della maestra Anna, dopo le ore 12.25, almeno una decina di minuti dopo, quindi l’esondazione del torrente Fereggiano portata indietro nel tempo alle ore 12.15 dal rapporto dei funzionari del Comune di Genova era falsa. L’ordine di trattenere i bambini a scuola venne dato alle maestre solo nel pomeriggio.

In ricordo di Gioia i 960 bambini della scuola hanno fatto volare in cielo dei palloncini in piazza Galileo Ferraris e
letto una poesia anonima sull’acqua. Irene Fornaciari, figlia di Zucchero, ha dedicato una canzone a Genova.

I locali della scuola, che a causa dell’alluvione avevano subito danni ingenti, sono ora ripristinati grazie ai fondi
provenienti da donazioni, in particolare da parte della Comunita’ di San Benedetto, che con 35.000 euro ha realizzato la nuova aula, della campionessa nazionali di sci Camilla Alfieri, che mettendo all’asta il suo materiale ha donato 12.000 euro, e di molti altri soggetti – commercianti o privati cittadini – che hanno generosamente contribuito alla risistemazione della scuola.

“Si tratta di un’aula senza banchi – ha spiegato l’assessore comunale Pino Boero – un’aula che e’ davvero ‘L’arca del pensiero’ cosi com’e’ stata chiamata, di una scuola che non sia solo costrizione, ma sia liberazione, un’aula per il futuro dei nostri giovani per non dimenticare mai Gioia Djala”.