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Aimo Diana a Ge24.it: “La Sampdoria è viva, giusto andare avanti con Ferrara”

Genova. Crisi nera per la Sampdoria. Sei sconfitte consecutive, sembra di rivivere il finale della stagione 2005-2006. In panchina Walter Novellino. Sfortuna, infortuni ed errori arbitrali, oggi come allora: le attenuanti di certo non mancano e non mancarono.

All’epoca il Doria incappò in una sconfitta dietro l’altra: Ascoli, Siena, Juventus, Inter, Palermo e Lazio. Fu un misero pari con il Cagliari a tamponare l’emorragia di risultati. In qualunque società di Serie A sarebbero cadute teste con inevitabile cambio della guardia al timone della squadra. Ma non alla Samp, Novellino non rischiò mai, godeva di fiducia illimitata da parte della proprietà.

Lo stesso trattamento che viene ora riservato a Ciro Ferrara. Nessuno a Corte Lambruschini ha ancora preso in considerazione l’idea di metterlo da parte. Una scelta che trova il consenso di una vecchia conoscenza blucerchiata, Aimo Diana.

Eroe di mille battaglie ma anche tra i protagonisti della Sampdoria di Novellino che non sapeva più vincere: “Uscire da momenti del genere non è facile- assicura l’ex centrocampista a Genova24.it- ma devo dire che la squadra gioca e si impegna. Con l’Atalanta per esempio ha pagato a caro prezzo gli errori commessi ed è anche stata parecchio sfortunata”.

E ancora: “I giocatori non devono perdersi d’animo. Hanno alle loro spalle un tecnico preparato e una società importante, capace di allentare ogni tipo di pressione. E non dimentichiamoci dei tifosi, aiuteranno la squadra con calore e passione, cori e incitamenti”.

Con Maxi Lopez e Nicola Pozzi ai box giusto puntare sul giovane Mauro Icardi: “I giocatori sono questi, impossibile inventarsi qualcosa di diverso. Parliamo comunque di un attaccante di ottime prospettive. Sono convinto che a gennaio la società cercherà di rinforzare la rosa. Nell’attesa, è importantè che la squadra non molli e continui a credere nelle proprie potenzialità. Basterebbe un episodio favorevole, magari una vittoria per così dire sporca per rianimare l’ambiente e riportare fiducia all’interno dello spogliatoio”.

Vietato lasciarsi prendere dallo sconforto: “Non erano fenomeni dopo le prime tre-quattro giornate del torneo, non sono brocchi adesso che ne hanno perse sei. Legittimo mettere in discussione l’operato del tecnico ma la squadra non è morta, deve solo girare il vento. Se così non fosse credo che Ferrara sarebbe il primo a capire di doversi fare da parte”.

Domenica ecco Palermo-Sampdoria. Diana in carriera ha indossato entrambe le casacche: “Credo possa finire con un pareggio ma farò sicuramente il tifo per Gastaldello e compagni. Sono due squadre in grande difficoltà ma credo che i rosanero siano messi peggio. Il Doria è squadra, i loro avversari si affidano solo alle individualità, 11 giocatori che non sembrano avere un’idea precisa di quello che devono fare in campo”.

Dopo il Palermo sotto con il derby: “Peccato non averne mai giocato uno. Gara da tripla; quando sei lì, le partite passate e future non contano. Non esistono favoriti e vittime sacrificali. Nemmeno a dirlo, sogno un successo a tinte blucerchiate”.