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Economia

ABB, in arrivo la cassa integrazione. Sindacati: “Colpito esclusivamente il sito di Genova Sestri”

Abb

Genova. “Se davvero ABB considera strategici i suoi insediamenti genovesi, ha uno strano modo di dimostrarlo”. E’ la posizione unitaria dei sindacati nei confronti di ABB. Le Rsu di Sestri Ponente e Molo Giano chiedono all’Azienda di “rinunciare all’utilizzo della Cassa Integrazione e di ripristinare ‘decenti relazioni sindacali’ ponendo fine a comportamenti veramente al di fuori delle righe”.

In caso contrario, “a partire dai prossimi giorni, chiameremo i lavoratori alla mobilitazione, per difendere questo importante tassello produttivo della nostra città e per difendere la dignità di tutti i lavoratori di ABB”.

L’azienda, secondo quanto riportato in una nota congiunta, ha informato le organizzazioni sindacali dell’intenzione di aprire una procedura di mobilità nella divisione POWER SYSTEMS, provvedimento baricentrato su Genova dove sono 20 i lavoratori interessati al provvedimento, sui 30 complessivamente coinvolti sul territorio nazionale.

Nei giorni scorsi è stata data informazione alle R.S.U. che il giorno 6 novembre ABB convocherà i sindacati, presso la sede della Confindustria di Genova, per comunicare ufficialmente l’intenzione di intervenire sugli organici della Divisione PROCESS AUTOMATION attraverso l’utilizzo della Cassa Integrazione Ordinaria, “provvedimento che in questo caso colpirebbe esclusivamente il sito di Genova Sestri”.

“Prima ancora della comunicazione formale del provvedimento – denunciano poi i sindacati – e prima ancora dell’avvio effettivo di una Procedura ai sensi di legge, ci viene segnalato da alcuni colleghi che il Management sta provvedendo a contattare ad personam i probabili coinvolti. Si tratta di un comportamento inaccettabile”.

Così come è “inaccettabile l’atteggiamento che la direzione del personale e il management stanno tenendo nei confronti dei lavoratori dell’altro sito di ABB a Genova, situato in molo Giano, nella zona portuale. Atteggiamento fatto di un susseguirsi di azioni tese a peggiorare le condizioni di vita dei lavoratori di quella realtà (ad es. revoca degli orari flessibili, dei riposi compensativi dopo le prestazioni notturne,etc.) reiterati provvedimenti disciplinari, rifiuto ad interloquire con i rappresentanti sindacali e quant’altro, che fanno pensare di essere di fronte ad un’azienda ottocentesca piuttosto che ad una grande multinazionale che opera sul mercato mondiale”.