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Cronaca

Tragedia di via Carducci, il piccolo Alessandro potrebbe farcela. Il dottor Tuo: “Le preoccupazioni restano molte”

Genova. Forse potrebbe farcela il piccolo Alessandro, il bimbo che lo scorso 27 settembre è stato gettato dalla finestra di un palazzo di via Carducci dalla madre, che poi lo ha seguito lanciandosi nel vuoto e perdendo la vita sul colpo.

Il piccolo, subito soccorso e trasportato al Gaslini, da allora è ricoverato presso l’Unità Operativa Anestesia e Rianimazione. Negli ultimi giorni si sono registrati segnali di ripresa ed è per questo che stamattina l’ospedale ha convocato una conferenza per fornire aggiornamenti sulle sue condizioni di salute.

“Il bambino ha risorse insperate e dà grandissime risposte, ma dall’altra parte abbiamo anche molte preoccupazioni perché un trauma da quell’altezza, con una risonanza di quel tipo, non dà moltissime speranze di reintegro totale delle funzioni – spiega Pietro Tuo, direttore dell’Unità Operativa Anestesia e Rianimazione – ma nello stesso tempo abbiamo molte speranze di recupero”. I medici sono molto cauti e in una situazione del genere è più che ovvio.

“Tra circa 7 giorni effettueremo una nuova risonanza e tra 15 vedremo se recupererà le funzioni motorie e cognitive – prosegue il professore – Il danno è stato grande nella parte frontale della testa, ma è stato ottimo l’intervento della macchina dei soccorsi e i successivi interventi, che sono stati tutti conservativi. Per evitare infezioni, infatti, non siamo intervenuti aprendo, ma con un monitoraggio di pressione intracranica con catetere”.

Per tutto questo tempo al capezzale del piccolo Alessandro è rimasto il padre, Daniele Pollero, il 51enne di Savona, marito di Alania Margarita Soledad. “Il padre si è comportato benissimo, rimanendo sempre accanto al figlio e presentandosi puntuale a tutti i colloqui con i medici – conclude il direttore dell’Unità Operativa Anestesia e Rianimazione – Ora ha anche chiesto un sostegno psicologico per il momento in cui si sveglierà. La preoccupazione è tanta perché l’ultima immagine che ha visto prima di precipitare è stata quella della madre che lo ha gettato dalla finestra”.

Si può dire che dal punto di vista di tutte le lesioni interne, polmonari, addominali, ossee stanno andando nella direzione giusta, “ciò che noi non possiamo assolutamente dire in questo momento è l’outcome neurologico, ovvero la previsione futura della vita del bimbo in funzione della sua neurologia – ribadisce il dottor Tuo – in questo momento siamo preoccupati, perchè il danno c’è stato, speriamo che regredisca, però su questo campo non possiamo dire se il danno è stato molto grave ed è reversibile o meno”.

Si tratta di un danno assonico quello riportato dal piccolo Alessandro, ovvero lo scuotimento grave che il cervello ha avuto dentro la scatola cranica, dal momento in cui picchia dall’altezza di 20 piani, anche se non c’è frattura, perchè il bambino è piccolo e più elastico, comunque il cervello fa un movimento laterale molto brusco con possibilità di rottura di tutte le fibre che portano gli impulsi nervosi dal cervello alla periferia.

“Quando saremo certi che i farmaci per la sedazione non saranno più presenti potremo quantificare clinicamente e attraverso strumentari com’è la situazione motoria e la risonanza magnetica nucleare ripetuta tra una settimana ci potrà dire la situazione morfologica del cervello di Alessandro – aggiunge il medico – Tutto si concluderà con neurologo e il fisiatra che ci diranno se ha esiti o no”.

“Non dico di un miracolo, in parte è stata fortuna in parte la risposta dell’ospedale e del 118. Il sistema dei soccorsi ha funzionato, ha portato il bambino ben gestito in pronto soccorso da noi e abbiamo fatto quello che dovevamo” afferma il direttore.