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Terzo Valico, Regione Liguria sigla l’accordo su sicurezza e salute con Cociv e sindacati

Genova. Siglata questa mattina in Regione Liguria l’intesa con Cociv, il consorzio che realizzerà il Terzo Valica) e i sindacati confederali e di categoria. Al centro del protocollo firmato, la gestione della sicurezza nel cantiere, della salute dei lavoratori e delle ricadute economiche sul territorio.

“Vista l’importanza dell’opera – ha spiegato l’assessore regionale alle Infrastrutture Raffaella Paita – che a regime impiegherà 2500 lavoratori per un costo complessivo di 2 milioni di euro, come Giunta regionale abbiamo voluto presidiare una serie di aspetti che ne garantiscano la corretta realizzazione, sia dal punto di vista della sicurezza sul lavoro, che della tutela dei lavoratori e della prevenzione delle infiltrazioni criminali”.

A questo proposito Cociv, sindacati e Regione hanno concordato di prestare particolare attenzione al problema delle infiltrazioni mafiose, grazie all’osservatorio regionale sui contratti pubblici e al protocollo sulla legalità in via di sottoscrizione con la Prefettura di Genova, di assumere in via prioritaria manodopera locale, attivare un presidio sanitario nei pressi del cantiere per garantire la sicurezza sul lavoro, di istituire un servizio mensa ad opera di Cociv per i lavoratori e le imprese affidatarie, coinvolgendo i servizi di ristorazione locali.

Oltre a questi aspetti particolare attenzione sarà dedicata alle soluzioni di alloggio per i lavoratori del Cociv impegnati nell’opera, per i quali prevedere agevolazioni e agli aspetti ambientali connessi alla movimentazione dei materiali, attraverso l’attivazione di una sessione locale dell’osservatorio ambientale nazionale.

“Questo protocollo è un passaggio importante – ha spiegato l’assessore Paita – vista anche la difficoltà nel procedere con l’opera per il contrasto che incontra nella cittadinanza. In questo modo vogliamo ribadire il valore dell’infrastruttura per attivare nuovo lavoro e coinvolgere settori non direttamente assimilabili, come le attività economiche cittadine in grado di creare consenso”.

Soddisfatti dell’iniziativa le organizzazioni sindacali che hanno auspicato l’estensione di questa metodologia di lavoro, sia alle opere che verranno avviate in futuro, sia a quelle già partite come l’aurelia di Savona e della Spezia.