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Economia

Stato di agitazione dei lavoratori della San Camillo di Genova, oggi presidio: “No al taglio delle retribuzioni”

Genova. Il personale della Residenza San Camillo di Genova è in stato di agitazione e questa mattina si sta svolgendo un presidio di protesta.
Nel mese di agosto la Fondazione Opera San Camillo, titolare della struttura, ha dichiarato un disavanzo di circa 300.000 euro per la Residenza, sita in Via Domenico Chiodo 1 c al Righi, ed ha quindi annunciato un taglio sulle retribuzioni di una parte dei lavoratori. Per quanto Fp Cgil, Fp Cisl, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno dichiarato lo stato di agitazione.

I sindacati hanno considerato inaccettabile tale decisione e si è deciso di costituire un tavolo tecnico di discussione che è terminato con un nulla di fatto, in quanto l’Amministrazione ha respinto ogni proposta di individuare e ridurre eventuali sprechi e ogni discussione su una diversa organizzazione del lavoro, manifestando invece con chiarezza la volontà di incidere esclusivamente sul salario dei lavoratori.

L’ultima proposta è stata quella di sottoscrivere un accordo per non retribuire più i primi tre giorni di malattia e le ore di straordinario, ma ovviamente le organizzazioni sindacali hanno rifiutato questa proposta che contrasta con quanto previsto dal contratto nazionale e la Fondazione ha pertanto deciso di procedere in maniera unilaterale.